di
Daniele Sparisci, inviato a Montecarlo
Flavio Briatore capo della Alpine racconta al Gp di Monaco i retroscena sul maxi-accordo: «Ci farà crescere in fretta, siamo un team unito e motivato. Jannik e Kimi i veri idoli di un Paese dove il calcio andrebbe azzerato»
MONTECARLO Flavio Briatore guarda il porto e sorride. «Dormo qui sulla barca-hospitality Explora, ci metto poco ad arrivare…». È contento perché l’Alpine sta crescendo, perché ha appena chiuso un maxi-accordo che porterà Gucci come title sponsor del team dall’anno prossimo.
Moda e Formula 1 sono nel suo destino.«Già, siamo partiti anni fa con la Benetton, i costruttori ridevano, ci chiamavano “fabbricanti di t-shirt”, poi hanno smesso di ridere. Questa è un po’ la stessa storia in un contesto completamente diverso: si tratta di un accordo con uno dei marchi più importanti al mondo, un simbolo italiano. Luca De Meo è appassionato di F1 ma Pinault (il proprietario del gruppo Kering, ndr) no, ora lo sta diventando, ha partecipato a ogni fase delle negoziazioni, l’intesa darà un’immagine di lusso alla squadra. È una delle operazioni più smart mai condotte in F1, il ritorno avuto dopo l’annuncio è stato enorme e tutti ne hanno parlato bene».














