Sono una ragazza un po’ sopra le righe. Studio scienze politiche, ma credo più nelle piante che negli esseri umani. Sono cresciuta in una serra e per questo mi…
Chiunque abbia partecipato a un matrimonio negli ultimi anni avrà probabilmente provato una sensazione di spaesamento. Dove sono finite le classiche composizioni tonde di rose bianche e peonie perfettamente ordinate? Perché sui tavoli compaiono carciofi, cavoli ornamentali, funghi, pietre grezze, conchiglie e persino dettagli metallici che sembrano usciti da un’installazione d’arte contemporanea? La risposta è che il flower design sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Influenzato dall’interior design, dalla moda e dall’arte, il mondo degli allestimenti floreali ha smesso di considerare i fiori come semplici elementi decorativi. Oggi ogni composizione contribuisce a costruire un’atmosfera, raccontare una storia e definire l’identità dell’evento. L’estetica più attuale si muove tra contaminazioni, contrasti e riferimenti culturali inattesi. L’eleganza non coincide più con la perfezione geometrica, ma con la capacità di creare scenografie suggestive e coerenti. Per comprendere questo cambiamento basta osservare tre aspetti fondamentali: forme, colori e materiali. Per molti anni il flower design ha inseguito l’ordine assoluto. Bouquet rotondi, centrotavola simmetrici e composizioni rigorosamente equilibrate rappresentavano il modello ideale. Oggi il linguaggio visivo è completamente cambiato. La parola chiave è movimento. Le composizioni sembrano svilupparsi liberamente nello spazio, come se fossero cresciute in modo spontaneo. I floral designer prediligono linee irregolari, sviluppi verticali e orizzontali e un equilibrio meno costruito, capace di evocare il comportamento della vegetazione in natura.















