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Rende riceve finanziamenti pubblici calcolati su una popolazione che non corrisponde alla realtà quotidiana della città. Ai residenti ufficiali, 36.900 precisi, si sommano infatti decine di migliaia di studenti (oltre 23mila), lavoratori, pendolari e personale dell’Università della Calabria. Il risultato è un divario strutturale che dura da anni e che, secondo il sindaco Sandro Principe, compromette servizi essenziali, manutenzioni, trasporti e sicurezza urbana. L’amministrazione ha avviato un pressing istituzionale verso Governo e Parlamento per ottenere una revisione dei criteri di riparto? A Rende i numeri non tornano, ad ogni modo. E non da oggi. Secondo le stime interne del Comune, la città vive ogni giorno una presenza reale che supera di almeno il doppio la popolazione residente. Un’anomalia che si trascina da anni e che, nel tempo, è diventata una vera e propria emergenza amministrativa.
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