Serena Brancale ha raccontato a Fanpage il suo nuovo album “Sacro” in cui ha raccolto le hit, ma anche canzoni dedicati alla madre, tra tradizione, baikle funk e reggaeton. La cantante pugliese ha parlato di come il dialetto l’abbia liberata dalle sovrastrutture dello studio jazz. E per la polemica su “Al mio paese” si dice contenta.
Serena Brancale
"Sacro" non ha nulla di religioso, spiega Serena Brancale a Fanpage parlando del suo nuovo album. Ha più a che fare con la famiglia, la casa e le tradizioni che ja inserito in questo lavoro. In questi ultimi anni la cantante pugliese si è un po' liberata di alcune gabbie ed etichette che sembravano essersi incollate addosso e la tenevano semi nascosta, amatissima da chi seguiva il jazz, ma con un'evidente difficoltà da parte del grande pubblico. Poi ha gettato al vento le sovrastrutture, si è riappropriata del dialetto e di una libertà che l'ha portata a diventare in pochi anni un'artista popolare, amata e in grado di sfornare hit. Sono tutte contenute in questo "Sacro", in cui c'è il baile funk, il reggaeton ma anche le ballad, da "Qui con me" che ha presentato a Sanremo a "Maria", canzoni che parlano della madre e che sono i momenti più riflessivi di un album pensato per far ballare le persone. In questa intervista Brancale racconta questa liberazione, senza mai rinnegare il suo percorso.






