Milano, 12 apr. (askanews) – Tutti i colori e le emozioni che Serena Brancale sa trasmettere, tanto diversi quanto coerenti con il suo percorso umano e musicale. Il suo album “Sacro” arriva a quattro anni dall’ultimo e raccoglie anche le sue hit che l’hanno fatta conoscere al grande pubblico.

“Sono più coraggiosa, anche grazie a questo Sanremo che mi ha messo a dura prova. Dopo “Qui con me” avevo voglia di chiudere questo capitolo che parte da “Baccalà”, quattro anni di musica, di viaggi, di consapevolezza e quindi non mi sento diversa da due anni fa, soltanto un po’ più coraggiosa nel trovare una forma diversa per parlare”.

“Sacro” è un lavoro che parla di radici e spiritualità, di appartenenza e libertà, di carne e anima, ma anche di festa e celebrazione. Un disco che unisce groove e introspezione, eleganza e istinto, scrittura raffinata e vibrazione viscerale.

“Ci sono dei capitoli proprio sacri in questo album, c’è il capitolo legato al folklore, alle tradizioni, alle radici. L’avevo già fatto ma quest’anno è più forte perché parte tutto da quel gioco che mi ha permesso di lavorare sul gioco e sul suono del dialetto e anche delle parolacce. Ho fatto un lavoro ancora più profondo, senza imbarazzi. E’ sacro perché ci sono degli ospiti che per me sono sacri”.