Con Galleggiare è stato il primo Sanremo, "il più incosciente, acerbo, però un'iniziazione alle cose giuste".
Poi l'anno scorso Anema e core la festa del ritorno, "un secondo Sanremo di felicità dopo dieci anni".
Quest'anno, dopo un'estate "stupenda, fatta di concerti incredibili dove ha dovuto raccontare a cinesi, coreani e newyorkesi" le sue hit, ad affrontare l'Ariston c'è la Serena Brancale più intima e più vera, quella pronta a mettere a nudo un dolore enorme con una canzone come "Qui con me". "È una lettera dedicata a mia madre scomparsa - racconta emozionata l'artista, polistrumentista, performer e compositrice - e ora sono qui con la consapevolezza di voler cantare finalmente e portare qualcosa di importante, per cui il vestito va in secondo piano e la voce diventa protagonista di tutto. Ci ho messo 6 anni per arrivare a questo perché avevo bisogno di tempo per trovare le parole giuste, soprattutto con tanto silenzio perché è un brano che ha tanti respiri e nei respiri c'è tanta musica.
Quest'anno non ho nessuna maschera, non gioco nessun colore, gioco quella che sono con quello che ho provato e quello che voglio raccontare. La verità è quello che porto sul palco, qualcosa che mi farà emozionare tantissimo".










