Secondo Romano Prodi al centrosinistra manca il quid. Infatti dice: «Ce l’avessimo una come lei». E «lei» è Giorgia Meloni. Non si tratta di un complimento verso la premier, figurarsi. Semmai è una critica rivolta al centrosinistra, che a suo giudizio non dispone di una figura valida da contrapporre alla leader del centrodestra in vista delle urne. Il Professore non ne fa una mera questione di immagine, non è il tipo: citando la mancanza, denuncia un’assenza politica nel Campo largo. Un limite che rischia di pregiudicare il risultato del 2027. Meloni non è certo il modello a cui si ispira, l’ha sempre contestata pesantemente, ma ha il profilo che è necessario per gestire le dinamiche di una coalizione e il suo funzionamento alla guida del Paese. Ecco perché Prodi vorrebbe «una come lei» nel centrosinistra. Avendo una lunga esperienza in materia, lo preoccupa quel senso di approssimazione con cui il Campo largo si approccia alla sfida. E lo preoccupa ancor di più il fatto che non sia stato preparato ancora nulla. A novembre dello scorso anno — intervistato da Marco Ascione sul Corriere — il fondatore dell’Ulivo aveva lanciato l’allarme spiegando che l’azione delle opposizioni era insufficiente per mostrarsi come «una concreta alternativa di governo»: «Ed è già tardi. Siamo oltre metà legislatura».