"Dopo la mia scelta di sostenere Gianluca Tittarelli, candidato sindaco del centrosinistra, c’è stato un grande clamore mediatico che rischia di distorcerne il senso, che era e resta di servizio alla città". Romano Mari, finito il frastuono che si è levato attorno alla sua figura, vuole precisare le motivazioni che l’hanno indotto ad impegnarsi in questa tornata elettorale, per evitare equivoci. "Sono un medico, sono in politica da tanto tempo, e ho accettato l’invito di Tittarelli a condizione che ci fosse, come poi c’è stato, l’accordo di tutte le forze della coalizione. In modo del tutto improprio, sono stato ora esaltato, ora demonizzato, in relazione al voto dei cattolici. Sono un cattolico democratico, da sempre nell’area del centro sinistra, ma i cattolici sono ormai in tutte le forze politiche, ognuno sceglie liberamente per chi votare". Quanto al fatto che Mari è presidente dell’Ordine provinciale dei medici, poi, è evidente che le sue posizioni politiche sono individuali e non impegnano in alcun modo gli iscritti, ognuno dei quali ha le proprie idee all’interno di una istituzione che, per sua natura è apolitica. Infine, c’è anche una questione di stile. "Ho sempre cercato e cerco il dialogo e il confronto in nome dell’interesse comune. Non ho scelto di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia professionalità contro qualcuno o qualcosa, non sono sceso in campo contro Parcaroli. L’ho fatto solo per dare il mio contributo alla soluzione dei problemi della città a partire da quelli inerenti alla sanità, a partire dall’ospedale e da una reale e funzionale organizzazione della sanità territoriale".
"Cerco il dialogo, sono al servizio della città"
"Dopo la mia scelta di sostenere Gianluca Tittarelli, candidato sindaco del centrosinistra, c’è stato un grande clamore mediatico che rischia...






