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"Dopo quasi dieci anni di destra, Sesto ha bisogno di voltare pagina. Ma per farlo serve una coalizione larga,...
"Dopo quasi dieci anni di destra, Sesto ha bisogno di voltare pagina. Ma per farlo serve una coalizione larga, responsabile, capace di parlare alla città e non solo a se stessa". Lo dice la sinistra cittadina che chiede a gran voce le primarie di coalizione. Primarie che, solo quattro anno fa, vinse proprio contro il candidato Pd. Il nome dei Dem, quello dell’ex vicequestora Paola Morsiani, non sembra proprio unire il centrosinistra. Già nei giorni scorsi, il terzo polo guidato da Paolo Vino (Cittadin* Sestesi, Azione, Italia Viva) aveva rivendicato un ruolo alla pari "e non da sudditi". "In queste ore il confronto rischia di trasformarsi in una discussione sui nomi e sui rapporti tra partiti. I cittadini chiedono un progetto serio e una guida autorevole. Serve vera responsabilità da parte di tutti. Nessuno può pensare di costruire da solo l’alternativa. E nessuno deve vivere il confronto come una minaccia", dicono Michele Foggetta (nella foto), capogruppo Avs ed ex candidato sindaco, Soad Hamdy, consigliera comunale, Giovanni Urro, segretario Sinistra Italiana, Tommaso Gorini e Annamaria Scimone, coordinatori Europa Verde Città Metropolitana, e Giuseppe Roccisano, segretario Sinistra Italiana Città Metropolitana. "Le differenze, se gestite con trasparenza, possono diventare la forza, su cui si potrà basare il prossimo governo della città. In questo senso l’azione delle primarie diventa fondamentale e necessaria. Non uno strumento di divisione, ma il modo più chiaro per dare legittimazione a una candidatura, rafforzarla davanti alla città e metterla in modo autorevole alla guida di una coalizione plurale come quella che stiamo costruendo". Il Pd sull’argomento da mesi storce il naso, con uno zoccolo duro che apertamente non vuole la pre-consultazione. "Con regole condivise, tempi certi e spirito unitario, le primarie possono aiutare il centrosinistra a uscire dalle contrapposizioni e a rimettere al centro i bisogni di Sesto – sottolineano gli esponenti di sinistra -. Fermiamoci prima che il confronto diventi frattura. Dopo dieci anni della peggiore destra, Sesto non ha bisogno di un campo fragile. Ha bisogno di una coalizione che sappia unirsi, scegliere democraticamente e finalmente governare la città". La.La.








