Giuseppe Caputo il 24 ottobre 2024 ha ucciso con 13 coltellate la cognata Giovanna Chinnici, 63enne, in via Magellano a Nova MilaneseUna nuova perizia psichiatrica per Giuseppe Caputo, 63 anni, che il 24 ottobre 2024 ha ucciso con 13 coltellate la cognata Giovanna Chinnici, 63 anni, sul pianerottolo della loro abitazione in via Magellano a Nova Milanese dopo che la donna era intervenuta per difendere dai fendenti la figlia di 28 anni. Lo ha deciso la Corte di Assise di Appello di Milano dopo avere risentito in aula il perito psichiatrico nominato dalla Corte di Assise di Monza, che aveva ritenuto l’imputato parzialmente incapace di intendere e di volere per disturbo delirante di tipo persecutorio e il consulente psichiatrico nominato dalla Procura di Monza, che invece aveva concluso per l’infermità totale di mente. I giudici monzesi hanno condannato Caputo per omicidio e tentato omicidio premeditati a 23 anni di carcere, poi 5 anni di struttura psichiatrica giudiziaria e 3 anni di libertà vigilata. Il pm della Procura generale aveva già concluso per la conferma di questa sentenza, con la pena ‘limata’ a 18 anni per le attenuanti generiche prevalenti, ma invece è stata decisa una nuova perizia. Si torna in aula il 24 giugno. I familiari e i parenti della vittima, rappresentati dagli avvocati Corinne Buzzi e Fabrizio Negrini, si oppongono all’infermità totale di mente, su cui punta invece il difensore di Caputo, l’avvocato Francesco Fontana, che ne chiede l’assoluzione. A luglio Caputo e la moglie Maria Luisa Chinnici, 60 anni, sono chiamati al Tribunale di Monza a rispondere di atti persecutori nei confronti dei parenti con cui c’erano continue liti. A settembre la moglie di Caputo, che nel frattempo ha il divieto di avvicinamento alla casa familiare, verrà processata in Assise a Monza per il concorso morale. "Vai, ammazzala", lo avrebbe incitato Maria Luisa.