Prima ancora di bere il caffè al mattino, Carola, Giada, Serena e Francesca danno un’occhiata alle App meteo. Se è in arrivo una perturbazione – sottotesto: vento e mareggiate – si scrivono nella chat di gruppo “Surfsista” (crasi tra surf e sister,“sorelle”): se una di loro è disponibile, s’infilano la muta e entrano in mare con la tavola sottobraccio incastrando impegni professionali, i bimbi e la scuola. D’estate, s’incontrano al largo anche prima dell’alba: per ragioni di sicurezza balneare, non si può fare surf tra le 7 e le 19. «Non siamo mai le stesse in acqua perché sincronizzarsi è complicato, ma tutte, lì dentro, ci immergiamo in un momento tutto nostro, dove anche solo quaranta minuti sono uno spazio di libertà assoluto» riflette Giada Lagorio, 38 anni.
Il club delle surf(s)ista’s a Bogliasco
Le “surfsistas” vivono tutte a Bogliasco, borgo del levante genovese affacciato sul Golfo Paradiso, conosciuto per la pallanuoto, il clima mite e le mareggiate che dagli anni Ottanta attirano surfisti da tutta la Liguria. Non sono leggende di questo sport come Valentina Vitale o professioniste come Giada Legati, ma negli anni hanno costruito qualcosa che va oltre il surf: una comunità femminile fatta di attese condivise, consigli, mutuo aiuto e iniziative come i ritiri per sole donne, i “camp” (il primo in Italia è stato chiamato “Mermaid”, sirene) ora diventati una moda.






