Per ogni surfista il momento perfetto è trovarsi lì, vicino al picco, senza intralci, iniziare a remare e quando la potenza dell’onda diventa avvolgente alzarsi per dar vita alla magia. Più l’onda è lunga, più ci sarà la possibilità di continuare a cavalcarla. C’è però un’altra onda lunga di cui spesso ci si dimentica: quella che il surf genera per intere comunità e la vita di migliaia di persone. Sport popolarissimo e praticato in tutto il mondo, negli ultimi decenni il surf è diventato un perno e un'opportunità per centinaia di luoghi del Pianeta dove “rompe” l’onda e si creano le condizioni ideali.
Non vale solo per gli States, dove per esempio nel 2024 oltre 4,2 milioni di persone hanno praticato surf almeno una volta, ma in centinaia di coste dell’intero globo. Degli introiti del surf, legati a turismo e praticanti, vivono intere comunità del Marocco, Perù, Indonesia, Spagna, Portogallo, Brasile e via dicendo. Si tratta di una vera e propria economia, dagli alloggi ai ristoranti fino ai noleggi, chiamata “surfonomics” che è in costante crescita ma contemporaneamente è anche a rischio tanto che oggi - oltre a formalizzare per legge i “diritti” delle onde - si sta pensando persino di “assicurarle”.






