"A Pisa si sceglie di trasformare il dissenso in un problema di ordine pubblico ma manifestare per la pace non è una colpa, è un diritto garantito dalla Costituzione". Così in una nota, Anna Piu, segretaria provinciale Sinistra Italiana Pisa, Andrea Aretini, segretario SI di Pisa e Federico Volpe, Unione giovanile di sinistra di Pisa commentano la notizia delle 54 denunce recapitate ad attivisti, militanti di almeno 10 tra associazione, movimenti e gruppi politici della sinistra radicale e del movimento antimilitarista dopo gli episodi delle proteste per la Palestina avvenuti nel corso del 2025.
"Quanto accade – spiegano i tre - è il frutto della cultura politica della destra di Giorgia Meloni e dei suoi decreti sicurezza, che considerano il conflitto sociale e la protesta non come elementi della democrazia, ma come fenomeni da reprimere. In un Paese normale, si fermano i traffici di armi, non chi li contesta". "Questo governo vuole colpire chi si mobilita e lotta per la pace: bisogna mandarli a casa e abolire tutti i decreti sicurezza". Ha commentato Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito Rifondazione Comunista.
"La logica securitaria - aggiunge Federico Giusti di Cub Pisa - è divenuta l’autentico principio ordinatore dell’azione governativa mentre il diritto di asilo per migranti si trasforma in strumento di controllo. La trasformazione del diritto al dissenso in una sorta di perenne reato si avvale della chiara volontà del Governo Meloni di criminalizzare i movimenti contro la guerra e di solidarietà con il popolo palestinese".







