Lo scorso 13 settembre, a Praga, al tie-break della finale europea contro i Paesi Bassi, il suo tuffo a casa base dopo il singolo walkoff di Elisa Cecchetti ha aperto la festa azzurra: Isabella Dayton, tra le protagoniste di quell’Europeo e non solo per la realizzazione di quel punto, è tra le più forti giocatrici della Nazionale e, di fatto, a livello internazionale. E dire che, per lei, era qualcosa di inaspettato: "Ho vissuto momenti molto emozionanti in questi anni: partecipare alle World Series, viaggiare per il mondo, competere con la Nazionale, giocare a softball da professionista: era un sogno che non sapevo di avere".
Come ha cominciato questo sogno inatteso?
"Ho iniziato a giocare a softball intorno ai 5-6 anni. Giocavo a t-ball in una squadra tutta al maschile. Io e i miei fratelli siamo cresciuti a contatto con il baseball, quindi è stata una scelta naturale unirmi a loro".
Cosa le ha insegnato il softball?
"Mi piace paragonare il softball alla vita. La persona che sono e il modo in cui reagisco alle cose sono il risultato degli insegnamenti ricevuti dai miei genitori e allenatori: come reagire, come essere una leader, cosa significa avere fiducia in se stessi e quanto sia importante la costanza, ma anche come superare rapidamente i fallimenti, perché sia nella vita che sul campo il fallimento fa parte della crescita. Puoi fare tutto nel modo giusto e comunque perdere. Puoi lottare per settimane e all’improvviso avere una svolta. Insegna la pazienza".









