Dopo una notte insonne per quale medaglia poteva essere, se fosse entrata la tripla di Costanza Verona nell'eroica e sfortunata semifinale europea perduta col Belgio, Cecilia Zandalasini ha già ripreso a sognare. Dalla finalina con la Francia (ore 16,30 diretta su Rai2, Sky Sport 1 e Dazn), anticipo al Pireo di quella per l'oro tra Belgio e Spagna, può sgorgare un bronzo che rappresenterebbe il quarto metallo continentale, dopo l'oro a Roma nel 1938, l'argento a Brno nel 1995 e il bronzo a Cagliari nel 1974, nella bacheca in rosa dell'Italia dei canestri. Zandalasini, com'è stato il risveglio dalla semifinale? «Non ho chiuso occhio. Anche molte altre mie compagne sono rimaste sveglie. Dapprima è venuto fuori il rammarico, abbiamo persino rimuginato su cosa potevamo fare meglio. Poi è salito l'orgoglio e infine abbiamo iniziato a pensare alla Francia». Le speranze e le possibilità di medaglia non sono finite... «Gli Europei, con così tante partite in pochi giorni, sono una competizione molto stancante. Vale per noi, ma anche per la Francia. Oggi la stanchezza avrà un peso relativo, conterà di più lo spirito di squadra: lo stare insieme, il ricaricarci l'una con l'altra». Ci pensa che alla 91ª presenza in azzurro può arrivare a quota 1000 punti e prendere anche una medaglia? «No, non ci penso affatto. Quota 1000 sarebbe un grande motivo d'orgoglio, ma la cosa più importante è vincere e conquistare un bronzo che sarebbe storico, a prescindere da quanti punti segnerò». Segno particolare di questa Nazionale? «Stando insieme da tanti anni, probabilmente la nostra maturità, la nostra consapevolezza e l'essere tutte arrivate a un punto delle nostre carriere dove approcciamo il gioco in modo diverso. Ha influito la coesione che si è creata tra di noi dal primo giorno di raduno e durante la cavalcata nel girone di Bologna». Anche che questa Italia si è esaltata nelle avversità, come l'infortunio di Matilde Villa, non trova? «L'infortunio di Matilde ci ha scosso, ma ci ha anche responsabilizzato maggiormente. Tutte noi, mancando una pedina fondamentale, abbiamo dato qualcosa di più. E durante tutte le partite, come dimostra anche la rimonta da -14 al Belgio, non abbiamo mai abbassato la guardia». Benedette Nazionali femminili, ormai capaci di realizzare i sogni di quelle maschili. Nel calcio l'Italia si qualifica ai Mondiali, nel volley vince l'oro olimpico e nel basket supera le colonne d'Ercole dei quarti. Da attrice protagonista, che ne pensa? «Noi, parlo delle atlete donne, ci siamo sempre state. Probabilmente un po' più nascoste, perché viviamo in un Paese dove lo sport al femminile è ancora indietro e resistono i pregiudizi. In molti non guardano una partita di calcio o basket femminile proprio perché giocano delle donne. Spero che questi Europei possano aver avvicinato tante persone al basket, ma più in generale allo sport al femminile. Un gruppo di donne che ha più successo di uno di uomini, in questo periodo storico italiano, può lanciare il messaggio che lo sport è sport. E lo sport femminile è bello. Così come non esistono distinzioni tra tecnici uomini o donne per squadre maschili o femminile: l'unica distinzione valida è tra competenti o meno». Giocando in WNBA, ora con le Golden State Valkyries, può confermare che in America non c'è quasi differenza tra lo sport al femminile e quello al maschile? «L'America, in questo campo, è avanti anni luce: basta vedere il seguito della WNBA o di qualsiasi altra lega femminile. Con le Valkyries ci alleniamo nelle migliori strutture, dormiamo nei migliori hotel: dobbiamo solo pensare a giocare. In proporzione come i nostri colleghi maschi». La prossima stagione tornerà a Schio: la Nazionale tra le prime quattro d'Europa riuscirà, indirettamente, a far crescere l'interesse per il campionato e avvicinare tante ragazze alla pallacanestro? «Sarebbe bello che l'ondata di interesse per noi si propaghi nel campionato. Magari tra qualche giorno, dopo che saremo uscite dalla bolla degli Europei, ci renderemo conto davvero di quante ragazze avremo avvicinato al basket» Più difficile e gratificante vincere il titolo WNBA con Minnesota nel 2017 o portare l'Italia tra le prime quattro potenze cestistiche d'Europa? «L'Italia tra le prime quattro d'Europa, senza dubbio».
Basket, Zandalasini: “Noi donne ci siamo sempre state, ma in Italia resistono i pregiudizi”
Le azzurre oggi si giocano il bronzo agli Europei contro la Francia: «Sarebbe storico»










