C’è poco da fare: le donne sono meglio. Ormai, quando ci sono da centrare risultati, lo sport di squadra italiano parla solo al femminile. La linea l’ha dettata il volley, l’Italia di Egonu, di Sylla, di Danesi e Orro, quella che si è presa l’oro olimpico a Parigi. Oggi anche il basket ha una Nazionale che vince, in una semifinale europea dopo trent’anni di attesa, è l’Italia di Zandalasini e Keys, di Cubaj e Verona. Per il calcio forse ci sarà ancora da aspettare, ma visti i risultati della Nazionale maschile, per le donne fare meglio a breve non dovrebbe essere troppo difficile. Ma per le altre ci sarà tempo. Oggi è il giorno della pallacanestro, che rivive i momenti — per chi ha la memoria per ricordare — della zarina Pollini e di Ballabio, di Tufano e Bonfiglio e del compianto Riccardo Sales in panchina. Arrivò alla finale, quella squadra, anno di grazia 1995, poi a Brno le azzurre si dovettero arrendere all’Ucraina. Poi poco alla volta l’oblio, la sensazione di sentirsi figlie di uno sport minore.