HomeAnconaCronacaRiconoscimento Stato di Palestina, ok del ConsiglioLa mozione prevede anche di "favorire progetti di collaborazione, scambio culturale ed educativo tra la comunità cittadina e quella palestinese e israeliane"Il Consiglio comunaleRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPrimo commento dei consiglieri Pd, esibendo con Lara Polita (Cittadini in Comune) una bandiera della pace: "Falconara sceglie di non restare indifferente". Poi le quattro liste di maggioranza, secondo cui è stato lanciato "un messaggio di unità e responsabilità". Così, giovedì, all’unanimità del Consiglio comunale, l’approvazione dell’ordine del giorno sul "riconoscimento dello Stato di Palestina". Ordine del giorno presentato dalle minoranze - che in principio richiedeva anche un gemellaggio con una città palestinese -, poi emendato dalla maggioranza. Dopo una capigruppo e il voto, l’assise ha impegnato l’amministrazione a inoltrare "al Governo italiano la richiesta di riconoscimento della Palestina come Stato sovrano e indipendente, conformemente alle risoluzioni Onu e al diritto internazionale, affermando la solidarietà al Popolo Palestinese, respingendo fortemente il ruolo politico di Hamas nel futuro stato di Palestina", a invitare lo stesso Governo "a continuare a perseguire una soluzione del conflitto israelo-palestinese che passi esclusivamente mediante il dialogo, il riconoscimento reciproco, il rispetto del diritto internazionale e un rinnovato impegno della comunità internazionale a favorire l’unico processo di pace credibile ossia quello di ‘due Stati per due Popoli’", mentre a livello locale a "favorire progetti di collaborazione, scambio culturale ed educativo tra la comunità cittadina e le comunità palestinesi e israeliane favorevoli alla pace", nonché a "sostenere in ogni sede opportuna l’azione diplomatica volta a fermare le violenze e a garantire il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani". Il Pd, compatto con Cic e i Riformisti di Maria Ambrogini, ha aggiunto: "In un momento storico segnato da guerra, sofferenze e violazioni dei diritti fondamentali, crediamo che anche un Comune possa e debba fare la propria parte, contribuendo a costruire consapevolezza, dialogo e cultura della pace all’interno della comunità". Pace che "non si costruisce soltanto nelle cancellerie internazionali", ma anche "nelle nostre città, scuole, associazioni e comunità". Spirito unitario anche in maggioranza, "nella convinzione che di fronte a tragedie umanitarie e questioni che riguardano pace e diritti fondamentali non debbano prevalere le divisioni politiche".