L"idea a Roma risale a marzo, quando il titolo aveva toccato il massimo rispetto al 2022: capitalizzare l"investimento in Mps dopo il successo dell"opas su Mediobanca. «Quando ci guadagniamo il massimo, le vendiamo», aveva dichiarato proprio in quelle settimane il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, lasciando intendere che la dismissione del 4,87% rimasto in portafoglio non fosse lontana.

Ma la borsa ha poi voltato le spalle all"azionista pubblico.

Mentre il cda sfiduciava il ceo Luigi Lovaglio, a marzo le azioni di Mps erano crollate a 6,97 euro rimangiandosi tutti i guadagni da ottobre post scalata a Piazzetta Cuccia.

L"inaspettata conferma del banchiere lucano nell"assemblea di aprile ha successivamente invertito il trend: il titolo è risalito del 30% e negli ultimi giorni sta addirittura recuperando i valori pre-stacco cedola.

Incassati 537 milioni di dividendi, per il ministero guidato da Giorgetti ci sono ora le condizioni ideali per vendere.