Ferrara, 6 giugno 2026 – Rewind. Aprile 1987, giorno 28, palasport di Ferrara, il grande giorno di Vasco Rossi. Vivere una favola: si apre. Albachiara, dopo oltre 2 ore e mezza di puro show, si chiude con gli occhi lucidi e il magone perché tutto è già finito. "Ciao Ferrara, grazie". Cinque giugno 2026, il cielo sopra il Parco Urbano, alle 20.45 in punto, è illuminato a giorno; attorno, 60mila cuori cominciano a sondare il cielo, con un sospiro leggero. Poi ecco, quando quel suono diventerà blu, sarà l’inizio. Comincia lo Show. Pardon, ricomincia da dove 14.283 giorni dopo – 39 anni, 1 mese e 8 giorni – il Kom aveva lasciato. Vasco è tornato, qualche anno in più, la carica e l’adrenalina identiche a quelle di una volta. "Ciao Ferrara. Benvenuti, ben arrivati, ben ritrovati...". Delirio. "Abbiamo passato il Natale, abbiamo passato anche la Pasqua, ora comincia la nostra festa". Il popolo dei fan ai piedi del palco lo vede ed esulta

L’inizio con ‘Vado al massimo’

L’inizio della ’messa laica’, come la definisce lui. Una messa che attacca sulle note di Vado al massimo – manifesto del concerto – in una versione da brividi di puro punk. Vado a gonfie vele, come l’energia del Komandante. "Come definirei Vasco?", dicevano i fan accalcati ai cancelli da giorni. "Vita, forza, potenza, speranza, felicità". Spensieratezza in un mondo che sembra sempre più difficile, illogico, indecifrabile.