Dal like di troppo al click sul grilletto. Ha il retrogusto tragico della beffa, quanto avvenuto meno di due settimane fa nel quartiere San Carlo all’Arena. Dopo giorni di paura e silenzio, la vittima di quella sentenza di morte sfumata ha chiesto aiuto. Nessun pedinamento, nessuna rapina. Il 29enne, che nel 2019 aveva già perso la gamba destra a causa di un incidente motociclistico, ha chiesto un incontro con la polizia. Ha preso coraggio e ha puntato il dito. Dietro quel colpo di pistola che gli ha spezzato la tibia ci sarebbe la furia cieca di un ragazzo, poco più che ventenne, pronto a pulire col sangue l’onta subita sui social: un apprezzamento, forse involontario, a una fotografia pubblicata dalla fidanzata. Un regolamento di conti in piena regola, maturato in un contesto che fa della violenza un marchio di fabbrica. Il presunto aggressore è il nipote di un esponente di punta del clan Contini.

L’agguato La vicenda che ha portato il ventinovenne nel reparto di Ortopedia del Cardarelli è drammaticamente nota. L’agguato scatta poco prima delle tre della notte del 25 maggio scorso. Il giovane incontra a pochi passi da casa, in via Nicola Nicolini, il suo carnefice. Il giovane lo affronta, pretende la consegna del Rolex che porta al polso e, non appena la vittima abbozza un tentativo di reazione, spara. Attimi di caos e terrore, che non impediscono al bandito di strappargli l’orologio da oltre 35mila euro e dileguarsi nelle tenebre. Fin qui la prima versione dei fatti. Nuova versione Schiacciata dai timori di ritorsioni, la vittima ha chiesto un nuovo interrogatorio. A mezzogiorno di ieri i poliziotti della Sezione antirapina della Squadra mobile hanno ascoltato il ventinovenne. Affiancato dal proprio avvocato, il penalista Francesco Petruzzi, ha subito chiarito il motivo che l’ha spinto a fare luce sulla misteriosa vicenda: «Ho una moglie e dei figli. Ho paura che possa succedere loro qualcosa e per questo motivo voglio che il mio aggressore venga individuato al più presto». E ha raccontato la storia vera, legata ad un like sui social. Un affronto che il pistolero, forte dei vincoli di sangue con i vertici del clan Contini, ha subito regolato a modo proprio. Con una scusa gli ha chiesto un appuntamento via Instagram e, dopo quattro videochiamate, si è presentato in scooter accompagnato da un altro giovane sotto casa sua. Ha estratto la pistola e gli ha sparato alla gamba sinistra, quella ancora sana. Nei giorni scorsi, intanto, il Rolex è stato consegnato in una salumeria del quartiere e ridato ai familiari della vittima. Le indagini L’autore del raid sarebbe uno dei nipoti del ras Ettore Esposito, conosciuto negli ambienti criminali anche per essere il cugino del capoclan Patrizio Bosti. Avrebbe già alle spalle alcuni precedenti, oltre a una pericolosa vicinanza alle attività della cosca. Ieri pomeriggio la vittima è stata sottoposta a un lungo intervento chirurgico per salvargli la gamba.