di
Guido Olimpio
Il gruppo armato deve gestire i guerriglieri e l’area ancora sotto il suo controllo, per questo ha bisogno di mantenere una catena di comando flessibile e protetta, ma sempre in grado di impartire ordini
Una leadership collettiva per guidare il braccio armato di Hamas. Un meccanismo analogo al comitato creato dai capi in esilio. Una soluzione d’emergenza — forse temporanea — per garantire continuità alla gerarchia delle Brigate al Qassam. Sarebbe questo il progetto elaborato dalla fazione palestinese dopo la perdita nel giro di un paio di settimane del numero uno Ezzedine al Haddad e del suo successore Mohammed Odeh, così come del vice Imad Aslim. Tutti uccisi da strike israeliani.
Il presunto piano è stato confidato al quotidiano arabo Asharq Al-Awsat e non è però chiaro se si tratti di un’idea in corso di valutazione o di una decisione già presa. Hamas, comunque, deve gestire i guerriglieri e l’area ancora sotto il suo controllo, per questo ha bisogno di mantenere una catena di comando flessibile, protetta ma sempre in grado di impartire ordini. Al tempo stesso, il servizio di sicurezza interno si dedica alle contromisure e cerca le spie che hanno permesso al nemico di condurre gli omicidi mirati in rapida successione.








