Le parole del fratello di Chiara in un'intervista esclusiva a Quarto Grado, 19 anni dopo il delitto, Garlasco, 5 giugno 2026Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa crudeltà più sottile non è uccidere una persona una volta. È contribuire a processare chi resta. Marco Poggi non è un reperto della scena del crimine di Garlasco, è un sopravvissuto. Tuttavia, sembra costretto a rispondere non solo al lutto, ma anche al modo in cui ha scelto — o semplicemente tentato — di continuare a vivere.

Marco Poggi in un frame dell'intervista esclusiva in onda a Quarto Grado (frame video Instagram @quartogradotv)

Dopo aver accettato di parlare ai microfoni di Quarto Grado, Marco è ancora, a seconda delle convenienze narrative, l’amico che protegge Andrea Sempio, il fratello che sa troppo, quello che non sa abbastanza, il possibile complice morale, il depistatore inconsapevole. Il fratello dall’atteggiamento “ostile” parafrasando gli uomini del Dott. Napoleone. In soldoni, l’ennesima figura da sacrificare sull’altare della teoria che vuole Stasi libero. Come se un fratello dovesse rispettare una precisa sceneggiatura emotiva per ottenere il lasciapassare dell’opinione pubblica. E non solo.

"Scene. Anatomia di un crimine", il vodcast di Anna Vagli dedicato ai casi di cronaca nera più eclatanti