Slitta a ottobre il deposito dei risultati delle perizie sugli oggetti legati alla morte di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e trovata morta il 5 gennaio 2022. Per il decesso è indagato il marito, Sebastiano Visintin. Il deposito era previsto per lunedì 8 giugno.
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Slitta a ottobre il deposito della perizia sui reperti relativi alla morte di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata morta a Trieste il 5 gennaio 2022. I risultati delle perizie tecniche fatte dagli esperti sui coltelli sequestrati al marito della 63enne, gli abiti di Liliana e il bracciale che indossava avrebbero dovuto essere depositati l'8 giugno e discussi il 26 giugno in udienza.
Oggetto delle perizie erano abiti, coltelli sequestrati in casa di Sebastiano Visintin, il marito di Resinovich unico indagato per la sua morte, il bracciale nero e celeste consegnato dal fratello Sergio, i sacchi neri nei quali era stato trovato il cadavere di Liliana e i loro cordini, il cui taglio potrebbe fornire dettagli relativi al decesso della 63enne e ad eventuali responsabilità. Il gip di Trieste ha accolto la richiesta di proroga di 90 giorni del collegio peritale. A confermarlo a Fanpage.it è il fratello di Liliana, Sergio Resinovich. L'8 luglio dello scorso anno, i professori Paolo Fattorini, Chiara Turchi ed Eva Sacchi erano stati incaricati di svolgere gli accertamenti sui reperti legati al caso. Lo stesso giorno erano state disposte le indagini dattiloscopiche sui sacchi neri nei quali era stato trovato il corpo di Liliana.







