Le emozioni di Flavio Cobolli dopo il ritiro di Arnaldi al Roland Garros: “Ho quasi pianto, triste per lui”. Ora la finale contro Zverev.
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È sempre brutto passare il turno per il ritiro di un avversario, figuriamoci quando quest'ultimo è un connazionale e amico. Cobolli è in difficoltà in sala stampa al fianco di Matteo Arnaldi che da poco gli ha spiegato di non essere in grado di affrontarlo nella semifinale del Roland Garros. Un virus lo ha messo al tappeto impedendogli di giocare dopo una notte molto difficile. Flavio dunque si ritrova in finale a Parigi contro Zverev e il suo stato d'animo è diviso tra l'amarezza per il passaggio del turno in questo modo e la gioia dell'approdo nell'ultimo atto.
Cobolli in conferenza con Arnaldi, amarezza e gioia È rimasto senza parole il giocatore romano quando ha ricevuto la comunicazione, un'ora prima dell'inizio del match. Tutto si sarebbe aspettato tranne che un epilogo di questo tipo senza nemmeno giocare. Ecco allora che nella conferenza stampa di coppia, Cobolli si è aperto su quanto accaduto negli spogliatoi: "È difficile anche per me parlare adesso. Quando mi è stato detto quasi un'ora fa ho quasi pianto. Sai, è qualcosa che non ti aspetti per niente. Ero pronto a giocare questa partita e quando è arrivato ero del tutto triste per lui. Ma allo stesso tempo, ovviamente, sono davvero felice per il risultato che ho raggiunto questa settimana". L'ingresso nella top ten di Cobolli Sentimenti contrastanti per Flavio che si è perso nell'abbraccio del suo team che ha celebrato anche l'ingresso nella top ten del ranking ATP: "Anche mio padre è venuto da me poco prima di lui e ci siamo dati un grande abbraccio insieme a tutta la squadra per festeggiare la top 10… ogni volta che si fa il best ranking ci diamo tutti insieme un grande abbraccio e abbiamo fatto la stessa routine di sempre e sì, ora sono triste e felice allo stesso tempo".










