La Commissione europea ha intenzione di proporre “misure restrittive” per affrontare ulteriormente i rischi per la sicurezza derivanti da azioni “ostili” da parte dei Paesi terzi, dopo la richiesta da parte di undici Paesi dell’area Schengen di restringere le misure per il rilascio dei visti ai cittadini russi.

Rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing di mezzogiorno a palazzo Berlaymont a Bruxelles, il portavoce della Commissione UE per gli Affari interni, Markus Lammert, ha assicurato che i visti “Schengen rilasciati ai cittadini russi sono diminuiti significativamente dall’inizio della guerra”. Prima della guerra, ha sottolineato Lammert, “ne avevamo circa 4 milioni all’anno, ora siamo a circa mezzo milione all’anno”.

Secondo Lammert, “la Commissione sta monitorando molto da vicino l’attuazione delle linee guida a partire dal 2022” e sta “collaborando con gli Stati membri per promuovere la loro comunicazione e stiamo adottando ulteriori misure”.

Il portavoce UE ha assicurato che limitare il rilascio di visti ai cittadini russi è stata una priorità assoluta per la Commissione fin dall’inizio dell’aggressione russa nel 2022. “Abbiamo adottato misure senza precedenti e continueremo a farlo”, ha concluso.