Dodici anni e sette mesi: questa la pena definitiva per Finnegan Lee Elder, il ragazzo di San Francisco condannato per l’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, ammazzato a Roma nel 2019. I difensori del giovane statunitense, oggi ventiseienne, sono riusciti ad ottenere per il loro assistito lo sconto di pena previsto dalla scelta del rito abbreviato. Per ricostruire questa storia bisogna tornare alla notte del 26 luglio di cinque anni fa, quando Cerciello Rega, in servizio con il collega Andrea Varriale, venne ucciso con undici coltellate a poche centinaia di metri dall’albergo dove alloggiavano Elder e l’amico Gabriel Natale Hjorth.

Nella foto Lee Elder Finnegan e Gabriele Natale Hjorth

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’amico di un pusher romano si era rivolto ai carabinieri per cercare di recuperare lo zaino che gli era stato rubato da due americani scontenti di una dose di droga acquistata. E i militari, in borghese, si erano presentati all’appuntamento per risolvere la questione e fermare i responsabili degli illeciti. Per l’accusa, Elder era uscito dall’albergo armato di coltello e, d’accordo con l’amico, si sarebbe scagliato contro il vicebrigadiere deciso ad ucciderlo. Per la difesa rappresentata dagli avvocati Roberto Capra del foro di Torino e Renato Borzone del foro di Roma, invece, il ragazzo avrebbe colpito in preda al panico, convinto di essere aggredito da complici dello spacciatore e ignorando di avere di fronte due militari. Scattano le indagini e una vicenda processuale lunga e complessa. In primo grado, a maggio 2021, Elder e Hjorth, accusati di era omicidio aggravato dall’aver agito contro un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, dall’uso dell’arma e da alcune modalità dell’azione, vengono condannati all’ergastolo. Impossibile, per i legali della difesa, chiedere in quel momento il rito abbreviato (e di conseguenza ottenere uno sconto di pena): secondo una legge introdotta dalla Lega nel 2019, per i reati puniti con l’ergastolo non è possibile accedere ai riti alternativi. In secondo grado, nel marzo 2022, la Corte d’assise d’appello di Roma riduce le pene: 24 anni per Elder e 22 per Hjorth. Le aggravanti restano, ma i giudici riconoscono anche alcune attenuanti generiche, tra cui la giovane età dei ragazzi coinvolti.