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Il presidente russo Vladimir Putin ha respinto la proposta del leader ucraino, Volodymyr Zelensky che, in una lettera aperta pubblicata ieri sera, aveva suggerito di tenere negoziati diretti in un Paese terzo per porre fine alla guerra. "Per ora, non ne vedo alcun motivo", ha affermato Putin durante la sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), definendo inoltre "maleducato" lo stile epistolare scelto da Zelensky. Il Capo del Cremlino ha ammesso di aver letto il contenuto della lettera e ha affermato che la sua impressione è che l'obiettivo non sia quello di "creare le condizioni" per un incontro tra i leader, bensì l'opposto: renderlo "impossibile". Dopo aver rassicurato sulla tenuta dell'economia e sul fatto che ai raid ucraini sulle infrastrutture russe Mosca risponderà con il rafforzamento dei sistemi di difesa, Putin ha insistito sul fatto che un incontro tra i due presidenti prima di un accordo definitivo e duraturo è "inutile". Zelensky aveva proposto la Svizzera, la Turchia e alcuni Stati arabi come possibili sedi dell'incontro.
Nel frattempo il ministro svedese per le migrazioni, Johan Forssell ha affermato che gli uomini ucraini dovrebbero essere respinti dall'Unione europea e tornare a combattere per il proprio paese. "La guerra deve essere combattuta e vinta, è essenziale che restino", ha sottolineato. Con due milioni di caduti, tra morti e feriti, su entrambi i fronti, le continue diserzioni nell'esercito ucraino, dopo 1.563 giorni di conflitto, sono sempre meno gli uomini in età "militare" disposti a partire per le armi. E così il ministro svedese ha suggerito di "revocare la protezione temporanea per gli uomini ucrainiche desiderano rifugiarsi in Europa, mentre i visti Ue dovrebbero essere negati ai russi che vengono per "weekend di shopping e viaggi di lusso". I ministri dell'Ue hanno ascoltato le proposte durante una riunione in Lussemburgo. Dopo l'invasione russa del 2022, l'UE ha attivato una "direttiva sulla protezione temporanea" che concede diritti di residenza, lavoro e assistenza sociale per gestire gli arrivi su larga scala di ucraini sfollati.










