di
Paolo Centofanti
Roscosmos ha avviato una riparazione per l’aggravarsi della perdita d’aria del modulo russo Zvezda della Stazione Spaziale Internazionale. Per cautela, la NASA ha ordinato all’equipaggio della missione Crew-12 e all’astronauta americano Chris Williams di rifugiarsi all’interno della navicella Crew Dragon
La NASA ha ordinato all’equipaggio della missione Crew-12, composto dagli astronauti della NASA Jessica Meir e Jack Hathaway, Sophie Adenot dell'ESA e il cosmonauta russo Andrey Fedyaev, nonché all’astronauta sempre della NASA Chris Williams, di rifugiarsi all’interno della navicella Crew Dragon attualmente attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale, per una possibile evacuazione di emergenza. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha infatti avviato delle nuove riparazioni sulla perdita d’aria che da anni affligge il modulo russo Zvezda, un problema che nelle ultime settimane era andato aggravandosi. Una portavoce della NASA spiega che la decisione di inviare l’equipaggio nella navicella è dettata semplicemente da un eccesso di cautela, per tutelarsi da ogni possibile rischio mentre le riparazioni sono in corso.
Il modulo Zvezda integra sistemi di supporto vitale per la Stazione Spaziale e propulsori che consentono di alzare l’orbita della stazione in caso di necessità. Una perdita d’aria nel modulo è stata registrata sin dal 2019 nel tunnel di trasferimento denominato PrK che porta al boccaporto di poppa utilizzato dalle navicelle cargo Progress che portano rifornimenti alla Stazione. La perdita è dovuta alla formazione di piccole crepe nel tunnel, la cui causa però non è mai stata individuata. Negli anni Roscosmos è intervenuta più volte per mitigare il problema e ancora lo scorso aprile, una commissione congiunta di tecnici della NASA e Roscosmos era solo in grado di fare delle ipotesi. Il verificarsi di nuove perdite nell’ultimo periodo ha spinto però l’agenzia spaziale russa a procedere ad un intervento di riparazione di più ampia portata. Dalla scoperta della perdita, per precauzione, l’oblò che porta al PrK viene tenuto sempre chiuso, tranne quando occorre accedere ad una navicella attraccata. Quando questo oblò viene aperto, viene chiuso l’accesso al modulo russo, in modo da contenere eventuali incidenti.










