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Un momento della presentazione

Firenze, 5 giugno 2026 — È stato il Salone delle Adunanze dell’Accademia delle Arti del Disegno ad ospitare ieri la presentazione del volume di Gaspare Polizzi, “Il pane degli angeli. Il cibo della conoscenza, da Beato Angelico ad Anselm Kiefer”, pubblicato da Aesthetica / Specola. Un libro che attraversa territori diversi, tenuti insieme da una domanda antica, “Di che cosa si nutre la conoscenza?” Polizzi, studioso di Giacomo Leopardi e dei rapporti tra letteratura, scienza e arte, ma anche amico e studioso del filosofo francese Michel Serres, costruisce un percorso in cui arti figurative, tradizione letteraria e filosofia si intrecciano intorno al tema del “pane degli angeli”. La presentazione si è aperta con i saluti di Giorgio Bonsanti, Segretario Generale Emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno. Sono poi intervenuti come relatori Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, Guido Chelazzi, presidente dell’Accademia La Colombaria, e Adriano Fabris, dell’Università di Pisa. Al centro dell’incontro un volume che parte dalla tradizione domenicana per arrivare a una riflessione sul nostro tempo: un’età “angelica” dell’informazione e della conoscenza, attraversata da messaggi, passaggi, mediazioni, ma anche da opacità e inquietudini. Il riferimento a Michel Serres è decisivo, perché nella sua filosofia della comunicazione, segnata dalle figure di Ermes e degli Angeli, i messaggeri diventano simboli attuali della trasmissione del sapere. Nella prima parte del libro, la fame di conoscenza e l’amore del sapere prendono forma nei dipinti di Beato Angelico e nel Convivio di Dante, letto come una delle prime grandi espressioni dell’esigenza moderna di una diffusione ampia della conoscenza. Il sapere, qui, non resta privilegio per pochi, ma si fa nutrimento, condivisione, gesto civile. Nella seconda parte, lo sguardo si sposta sul presente. Il nostro tempo “angelico” viene interpretato attraverso la “leggenda degli angeli” di Michel Serres, nella sua ambivalenza profonda: da un lato i messaggeri di pace e amore, dall’altro gli angeli ribelli che offuscano il tempo presente, come quelli evocati nell’opera di Anselm Kiefer. «L’apparizione angelica — scrive Polizzi — gioca nell’ambivalenza: dinanzi agli angeli buoni, che passano in silenzio permettendo il fluire dei messaggi, gli angeli ribelli si compiacciono nell’apparire e vengono innalzati al rango di nuovi dei. Soltanto in un istante miracoloso l’ambivalenza si scioglie nell’unità». È in questa tensione che il libro trova la sua forza più attuale. Parlare di angeli, oggi, non significa rifugiarsi in un immaginario lontano, ma interrogare il modo in cui la conoscenza circola, si trasmette, si deforma o illumina il presente. Tra Beato Angelico, Dante, Serres e Kiefer, Polizzi propone una lettura colta e insieme sorprendentemente contemporanea del sapere come alimento fragile, necessario, esposto al rischio dell’oscuramento, ma ancora capace di aprire varchi di senso.