Roma, 5 giugno 2026 - Il drone marittimo giunto nel porto di Costanza, Romania, è ucraino, ha confermato Kiev, aggiungendo però di averne perso il controllo per le interferenze elettroniche russe. Il drone si è autodistrutto, come riportato dai media rumeni, intorno alle 10:30 (le 9.30 italiane), “è esploso autonomamente, presso la banchina 78 del porto di Costanza. A seguito dell'incidente, è stato attivato il piano di intervento rosso", scrive un sito di un'emittente rumena.

Ma anche prima dell’ammissione di Kiev, sia l'intelligence interna (Sri) che la Guardia Costiera e il Ministero della Difesa rumeni, non avevano dubbi: il drone è del tipo utilizzato nella guerra in Ucraina, non appartiene all'esercito rumeno e non è stato coinvolto nelle recenti esercitazioni nel Mar Nero, secondo quanto riportato in un comunicato.

Anche l’ambasciata russa, che si vuole escludere dall’ennesimo incidente con un mezzo a guida autonoma, si è affrettata a scaricare la colpa su Kiev. E in fondo, come mezzo e come modalità di impiego, i droni marini sono sempre stati tra le frecce più sfruttate da Kiev. Ma attenzione, anche Mosca ha droni marini e almeno uno è stato copiato da quelli ucraini.

Sul modello specifico arrivato a Costanza restano dei dubbi, il sospetto maggiore si sta concentrando sui droni marini ucraini più usati, il Sargan 3000, o sul Magura V5 o V7. Quest’ultimo modello è stato scoperto di recente in Grecia, in una grotta di Lefkada, nelle isole Ionie, e probabilmente ‘parcheggiato’ lì in attesa del passaggio delle ‘navi fantasma’ russe. Sargan significa "aguglia", un pesce predatore lungo e snello con un muso estremamente appuntito.