Dove stiamo andando? Quale direzione vogliamo scegliere come comunità umana? Attesa, già testata d’angolo della contemporaneità etica, giuridica e filosofica destinata a essere stralciata e dibattuta, “Magnifica humanitas” (Libreria Editrice Vaticana), la Lettera Enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale è invito alla responsabilità; è denuncia delle big tech; è lettura nitida delle nuove forme di proprietà; è consapevolezza delle ingiustizie, degli sprechi e saccheggi che gli algoritmi generano. Ma c’è una riflessione che entusiasma chi al giornalismo culturale riconosce la capacità non solo di raccontare la bellezza nelle sue espressioni antiche e nuove, ma anche di stabilire connessioni, offrire bussole interpretative, legare conoscenze sempre più frammentarie nello sforzo di cogliere la realtà e lo spirito del tempo: è il paragrafo 135 del capitolo quarto, dedicato alla comunicazione e agli immaginari collettivi. Premettendo che i contenuti degli ambienti digitali modellano i desideri e le aspettative, Leone XIV mette in guardia da una situazione in cui le persone “sanno molte cose”, ma faticano a usarle come chiave di senso delle loro vite. Ecco perché «occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione: ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato. Il primo contributo che possiamo dare a una civiltà più umana è fare attenzione alle nostre parole. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra». Porre domande. Allenare il pensiero critico: se la pervasività delle tecnologie è tale da innervare la quotidianità, l’argine si chiama cultura. Parola che deriva dal latino “colere”, coltivare. Non a caso il verbo più sorprendente usato dal pontefice per definire l’Ia: «Le moderne intelligenze artificiali sono più “coltivate” che “costruite”. Gli sviluppatori non ne progettano direttamente ogni dettaglio, bensì creano un’architettura sulla quale l’IA “cresce”». Una dinamica agli inizi. Che cambia la mente, rende imprevedibili i progressi. E, dopo narrazioni di transumanesimo e postumanesimo, riporta al centro la libertà dell’uomo.
L'Enciclica del Papa: disarmare parole, coltivare l'Ia
"Magnifica humanitas", dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell'Intelligenza artificiale, pone anche il tema della nostra attenzione sempre men







