Al via il vertice Ue-Balcani a Tivat. Si discute anche su Serbia, Macedonia del Nord e KosovoAl via il vertice Ue-Balcani a Tivat. Si discute anche su Serbia, Macedonia del Nord e Kosovo"Ci sono ancora molte questioni a cui dobbiamo dare risposta e dobbiamo farlo insieme. Ma, al di sopra di tutto, deve esserci la consapevolezza che questa parte d'Europa appartiene, nella prospettiva futura, all'Ue". Così, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato dell'allargamento dell'Unione europea ai Paesi dei Balcani, in particolare Montenegro e Albania. Oggi (venerdì 5 giugno) i leader europei sono impegnati nel vertice Ue-Balcani a Tivat, una ex base navale jugoslava, oggi appunto in Montenegro. Tra i capi di Stato che più si sono esposti sul tema c'è il francese Emmanuel Macron, che ha parlato della necessità di una "integrazione rafforzata con la Germania" per i Balcani occidentali, regione "molto importante per l'Europa per l'indipendenza strategica sul piano energetico e della sicurezza".Oltre al Montenegro e all'Albania, i Paese dei Balcani occidentali con cui si tratta per l'allargamento nell'allargamento sono la Serbia, Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Kosovo. Su quest'ultimo, però, incombe una complicazione in più, non essendo riconosciuto da tutti gli Stati membri dell'Unione, come la Romania, la Slovacchia, ma anche la Spagna.Le parole di Edi RamaSullo sfondo dell'allargamento c'è la guerra in Ucraina. Alla proposta del cancelliere tedesco Merz di concedere a Kiev lo status di Paese associato, per accelerarne l'adesione, ha risposto il premier albanese Edi Rama. "Credo che l'Europa, prima di tutto per sé stessa, debba essere più audace, mantenere un processo basato sul merito, procedere verso un'integrazione graduale. Se l'Ue vuole inviare un messaggio molto forte al mondo e iniettare una grande energia in sé stessa, dovrebbe dire: 'siamo oggi tutti attorno al tavolo, dovremmo essere sempre attorno al tavolo. Ma ognuno con il proprio status finché non diventeremo membri a pieno titolo". La questione del meritoA riprendere la questione del merito citata da Rama è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha specificato che l'allargamento è in effetti un processo "basato sul merito ma non per questo deve essere lento. Vogliamo renderlo più veloce e più credibile" e ha spiegato che l'inclusione di nuovi Stati membri significa "più sicurezza, prosperità e un ruolo più grande per l'Europa nel mondo". Una questione, quella della sicurezza, che richiede di essere maneggiata con cura per evitare di includere tra i membri Paesi con governi instabili o conflitti interni irrisolti e vedersi costretti a gestire, all'interno dell'Unione, crisi che potrebbero comprometterne la stabilità politica e strategica. Un esempio sarebbero le mai sopite tensioni tra Serbia e Montenegro. L’ultimo incidente si è verificato il 4 giugno, alla vigilia del vertice. I servizi d’intelligence di Belgrado hanno ufficialmente sconsigliato al presidente serbo, Aleksandar Vucic, di andare a Tivat per presunte minacce alla sua vita (consiglio che Vucic ha deciso di non seguire). Fra i motivi di tensione ci sarebbe la decisione delle autorità del Montenegro di rimpatriare 87 cittadini serbi atterrati a Tivat con un volo charter: il gruppo è accusato di essere tra gli attivisti filogovernativi che a Belgrado hanno aggredito i manifestanti durante le proteste di piazza contro Vucic. Lo stesso presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che in questi giorni ha fatto visita ufficiale a ognuno dei sei Paesi balcanici candidati, ha ricordato a ciascuno che ci sono ancora passi da fare prima di poter diventare membri a tutti gli effetti. Ad esempio, ha chiesto alla Serbia di lavorare sullo stato di diritto e una maggiore libertà di stampa, mentre l'Albania di Rama dovrebbe dimostrare un maggiore impegno contro criminalità e corruzione. Le parole di Roberta MetsolaA fare eco a von der Leyen sulla questione della sicurezza e del merito anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: "L'allargamento non è una questione di carità, è una scelta strategica. Noi dobbiamo mostrare quali sono i tangibili vataggi che l'adesione Ue porta a un Paese. Credo che in questo momento davvero ci sia un "momentum", dobbiamo mantenerlo, per essere più forti e essere più politicamente coraggiosi. Più siamo grandi, più siamo sicuri".Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp