Castelletto di Branduzzo. L’auto con papà e figlio a bordo che sbanda. Il camion che arriva dalla direzione opposta, l’impatto frontale devastante. Letale. Tragico incidente stradale nel pomeriggio di ieri, 4 giugno, poco prima delle 17 a Castelletto di Branduzzo, sulla strada provinciale 1, a pochi chilometri da Lungavilla. Le vittime sono Ferdinando Ghimenti, 91 anni, e il figlio Nicola, 62: il padre era residente a Bastida Pancarana, il figlio a Retorbido.

Ferdinando Ghimenti

Ancora ignote le cause che hanno portato allo schianto. Fuori pericolo invece il conducente del Tir, un uomo di 49 anni, portato in pronto soccorso per accertamenti. Sul posto sono subito intervenuti gli operatori del 118, i vigili del fuoco e la polizia stradale. Il traffico sul rettilineo è stato bloccato in entrambi i sensi per diverse ore per permettere l’intervento dei soccorritori.

La vicenda Stando alle prime ricostruzioni, la Toyota Aygo di colore rosso su cui viaggiavano i due Ghimenti avrebbe invaso improvvisamente la corsia opposta, su cui in quel momento stava arrivando da Voghera un camion. Violentissimo l’impatto tra i due veicoli: distrutta la carrozzeria dell’auto e in mille pezzi la parte bassa del “muso” del Tir. Per padre e figlio non c’è stato nulla da fare fin da subito. I vigili del fuoco accorsi sul posto hanno dovuto estrarre i cadaveri dalle lamiere della macchina. Nelle ore successive la polizia stradale di Stradella si è occupata dei rilievi per ricostruire la dinamica. Sulle cause che hanno portato all’incidente rimangono ancora molti interrogativi. In quel tratto di strada c’è un autovelox: improbabile quindi uno sbandamento della Toyota dovuto a un eccesso di velocità. Tra le ipotesi più accreditate si pensa a un malore del conducente, il figlio Nicola, o a una distrazione. L’auto incidentata apparteneva al padre, ma ieri pomeriggio alla guida c’era Nicola. Negli ultimi tempi il padre aveva avuto problemi alla vista e si era fatto operare a un occhio. È pertanto probabile che preferisse lasciare al volante qualcun altro al suo posto. Sull’asfalto, pochi minuti dopo il frontale, erano ancora visibili i segni dello schianto: la Toyota ha curvato a sinistra, andando a scontrarsi contro il Tir, per poi tornare indietro di rimbalzo. L’impatto è stato devastante: i due Ghimenti sono morti sul colpo. «Addio Nando» Al bar di Bastida si parla solo del “Nando”. Così era chiamato qua. Le persone del posto lo ricordano come una persona «disponibile e attenta, se poteva aiutare aiutava». Per una vita capostazione tra la sua Toscana e la Liguria, aveva deciso di trascorrere la pensione nella terra della moglie, l’Oltrepò. Ma il suo non è stato un ritiro a vita privata. Anzi. Per anni è stato un perno dell’Auser di Bastida, occupandosi dell’amministrazione e tenendo in ordine i conti. Fabrizio, suo collega all’Auser, ricorda che «gli piaceva scrivere poesie» e che aveva una grande fame di cultura. Tanto che si era iscritto all’università della terza età. «E si occupava anche delle attività della biblioteca», precisa il signor Marco. Ogni tanto poi, andava a comprare la Settimana Enigmistica vicino a casa. Prima in bicicletta, negli ultimi tempi a piedi. I vicini lo vedevano che curava l’orto. «Ultimamente si lamentava che le minilepri gli mangiavano i cornetti», dice il signor Carlo. Insieme avevano cantato nel coro della parrocchia. «L’unica persona con cui ho legato nella via», dice tra le lacrime la signora Claudia.