Serve davvero attraversare mezzo continente per sentirsi in vacanza? È la domanda che sempre più persone si stanno ponendo per l’estate ormai alle porte, tra voli a rischio cancellazione ed equilibri internazionali quanto mai precari. Il Conero, a poco più di tre ore di treno (quattro in auto) da Milano, sembra rispondere di no. Non con campagne pubblicitarie aggressive o attrazioni da record. Nelle Marche la tendenza è opposta: ci si racconta poco, quasi si fosse gelosi delle proprie bellezze. La verità è che certi luoghi non hanno bisogno di essere urlati, ma semplicemente sussurrati. Non è un caso che a Portonovo, ai piedi del Monte Conero, il primo impatto sia il silenzio. Preso posto sulla spiaggia di ciottoli bianchi, l’unico rumore è quello discreto delle onde. Nessuna musica sparata dagli stabilimenti, nessuna corsa alla conquista del lettino migliore. La sola “voce” che, d’un tratto, si leva con forza è del mare: onde improvvise si infrangono sulla battigia senza che il cielo abbia dato alcun segnale premonitore. È la natura che impone i propri ritmi e invita a prendere le cose come vengono. Del resto, qui il lusso non è fare di più, ma concedersi finalmente il tempo di fare meno, di rallentare.
Il fascino anti-cafonal del Conero tra moscioli, spiagge selvagge e riscoperta del tempo lento: la nostra guida per un weekend nelle Marche
Dalle spiagge selvagge ai moscioli Slow Food: il Conero è la meta ideale per un weekend slow nelle Marche.














