Un’analisi esplorativa post-hoc dello studio clinic di Fase III Attribute-Cm presentata al Congresso Heart failure della European society of Cardiology, svoltosi a Barcellona (Spagna), ha valutato il significato prognostico del peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale e il potenziale beneficio di acoramidis di Bayer rispetto al placebo nella cardiomiopatia amiloide da transtiretina (Attr-Cm). L’analisi ha evidenziato che il peggioramento ambulatoriale dello scompenso cardiaco è associato a un aumento del rischio di molteplici outcome clinici avversi fino a 30 mesi, inclusi mortalità per tutte le cause, mortalità cardiovascolare e ospedalizzazione per cause cardiovascolari. Acoramidis è stato associato a una riduzione del rischio del 41% di peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale rispetto al placebo (40,83% vs 59,41%; HR 0,59; IC 95% 0,46–0,75; p<0,0001). Il beneficio è emerso precocemente, raggiungendo la prima significatività statistica nominale al giorno 30, ed è risultato sostenuto dal giorno 134 fino a 30 mesi. «Questa nuova analisi rafforza il ruolo di acoramidis nella Attr-Cm, e in particolare su outcome clinici rilevanti inclusi il peggioramento dello scompenso cardiaco e le ospedalizzazioni – ha dichiarato Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia – Per Bayer, ciò riflette l’impegno non solo a portare ai pazienti terapie innovative, ma anche a generare dati solidi a supporto delle decisioni cliniche. Continuiamo a lavorare per rispondere ai rilevanti bisogni clinici insoddisfatti nella Attr-Cm e per migliorare gli outcome dei pazienti. I pazienti con Attr-Cm vanno frequentemente incontro a ritardi nella diagnosi, interagendo in media 17 volte con le strutture ospedaliere nei tre anni precedenti la diagnosi. Dopo la diagnosi, in assenza di trattamento, la sopravvivenza media a cinque anni è di circa il 35%. La cardiomiopatia amiloide da transtiretina (Attr-Cm) La cardiomiopatia amiloide da transtiretina (Attr-Cm) è una malattia progressiva e letale, caratterizzata dall’accumulo di proteine anomale nel muscolo cardiaco. Si sviluppa quando una proteina tetramerica chiamata transtiretina (Ttr) diventa instabile, a causa di una mutazione genetica ereditaria o dei processi di invecchiamento, e si dissocia nei suoi monomeri. Questi monomeri si ripiegano in modo anomalo, si aggregano e formano fibrille amiloidi che si depositano nel cuore, causando un’insufficienza cardiaca. La malattia viene spesso diagnosticata in stadi avanzati, quando l’accumulo di amiloide è già avvenuto e i pazienti cominciano a manifestare i primi sintomi. Senza trattamento, pazienti con Attr-Cm hanno una sopravvivenza media è di 3–5 anni. Acoramidis, risultati dello studio di fase III e dati di estensione open-label a lungo termine Acoramidis è una piccola molecola selettiva, somministrata per via orale, che agisce come stabilizzatore della proteina (Ttr) in modo quasi completo (=90%). Acoramidis offre un’efficace stabilizzazione del tetramero della Ttr, mimando una “mutazione protettiva” naturale del gene Ttr (T119M), che agisce sulla causa alla base della Attr-Cm: la destabilizzazione del tetramero nativo della Ttr. Lo studio clinico di fase III Attribute-Cm ha valutato l’efficacia e la sicurezza di acoramidis (somministrato due volte al giorno rispetto al placebo) nei pazienti con Attr-Cm. Rispetto al placebo, acoramidis somministrato due volte al giorno è risultato superiore nel raggiungimento dell’endpoint composito di mortalità per tutte le cause (Acm) e ospedalizzazione di origine cardiovascolare (Cvh) nei pazienti con Attr-Cm fino al mese 30: beneficio significativo sull’endpoint primario dello studio (composito di Acm e prima Cvh, principalmente guidato dalla Cvh); riduzione del 36% del rischio dell’endpoint composito di Acm o prima ospedalizzazione cardiovascolare a 30 mesi, rilevata mediante modello di regressione di Cox in un’analisi post-hoc esplorativa (HR: 0,64; IC 95%: 0,50–0,83; p=0,0008); riduzione relativa del rischio del 42% dell’endpoint combinato di Acm o Cvh ricorrente rispetto al placebo a 30 mesi, osservata in un’analisi post-hoc esplorativa (RRR: 0,58; IC 95%: 0,43–0,79; p=0,0005), analizzata mediante regressione binomiale negativa); riduzione relativa del rischio del 50% delle ospedalizzazioni cardiovascolari cumulative annualizzate rispetto al placebo a 30 mesi (endpoint secondario), osservata in un’analisi post-hoc esplorativa (RRR: 0,50; IC 95%: 0,36–0,70; p<0,0001), analizzata mediante regressione binomiale negativa. Acoramidis è risultato generalmente ben tollerato. Come estensione dello studio cardine di fase III Attribute-Cm, i pazienti potevano accedere a uno studio di estensione open-label (Ole) tuttora in corso, volto a valutare l’uso di acoramidis nel lungo periodo. Un’analisi post-hoc di questo studio ha evidenziato che il trattamento continuo con acoramidis ha determinato una riduzione del rischio relativo di mortalità per tutte le cause del 45% (RRR: 0,55; IC 95%: 0,42–0,74; p<0,001) e della mortalità di origine cardiovascolare del 49% (RRR: 0,51; IC 95%: 0,36–0,71; p<0,001), rispetto ai pazienti inizialmente randomizzati a placebo nello studio Attribute-Cm e successivamente trattati con acoramidis nello studio Ole (gruppo placebo-to-acoramidis). Non sono emersi nuovi segnali di sicurezza clinicamente rilevanti. Sebbene a 30 mesi sia stata osservata una riduzione numerica non significativa della mortalità per tutte le cause, un’analisi derivante dallo studio Ole ha indicato che acoramidis ha determinato una riduzione relativa del rischio del 45% della mortalità per tutte le cause a 54 mesi rispetto al gruppo placebo-to-acoramidis. Acoramidis, sviluppato da BridgeBio, è stato approvato dalla Food and drug administration (Fda) negli Stati Uniti nel 2024 e dalla Commissione Europea nell’Unione Europea all’inizio del 2025, con un’indicazione che specifica la stabilizzazione quasi completa della Ttr. Bayer detiene i diritti esclusivi di commercializzazione del prodotto in Europa, mentre BridgeBio detiene i diritti di commercializzazione di acoramidis negli Stati Uniti e in altre regioni. Dal marzo 2024, Bayer e BridgeBio hanno avviato una collaborazione per acoramidis in Europa. Questa partnership valorizza la lunga esperienza di Bayer nelle malattie cardiovascolari e la sua consolidata infrastruttura europea, insieme alla leadership di BridgeBio nel settore emergente dell'Attr-Cm.
Nuovi dati su acoramidis di Bayer nella cardiomiopatia amiloide da transtiretina | MilanoFinanza News
Nell’analisi esplorativa post-hoc dello studio clinico di Fase III ATTRibute-CM, acoramidis è stato associato a una riduzione del 41% rispetto al placebo del rischio di peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale










