Da quando è tornato alla Casa Bianca Donald Trump ha cercato d’indebolire i contropoteri degli Stati Uniti. Al congresso, dove entrambe le camere sono a maggioranza repubblicana, sembrava esserci riuscito. Eppure di recente ha subito varie sconfitte parlamentari, e oggi, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato, è lecito chiedersi se la sua presa sul Partito repubblicano si stia allentando.

La principale manifestazione di questa “resistenza” – una parola senza dubbio eccessiva – ha costretto la Casa Bianca ad abbandonare un progetto molto contestato a cui Trump teneva: un fondo da 1,8 miliardi di dollari destinato a risarcire in particolare gli assalitori del campidoglio del 6 gennaio 2021. Diversi parlamentari repubblicani indignati hanno fatto sapere di essere contrari, e Trump ha giudicato più prudente non sottoporre la decisione al voto. È senza dubbio la sua più grande sconfitta nei diciotto mesi al potere.

Poi, in settimana, la camera dei rappresentanti ha votato per limitare i poteri del presidente nella guerra contro l’Iran. La mozione è passata grazie al voto favorevole di quattro repubblicani schierati con i democratici. Il testo probabilmente non andrà oltre, ma costituisce un precedente impensabile fino a ieri.