In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, che ricorre oggi 5 giugno, FiberCop ha presentato il suo primo assessment sulla biodiversità. Lo studio, realizzato con il supporto scientifico di InVento Innovation Lab, mette in relazione, su scala nazionale, l’infrastruttura digitale dello specialista dell’ultrabroadband con aree protette ed ecosistemi sensibili.Indice degli argomenti
La “mappa della coesistenza”L’approccio metodologicoMitigare l’impatto delle infrastrutture FiberCop sulla biodiversitàI rischi associati allo sviluppo infrastrutturaleLe opportunità che derivano da un approccio biodiversity-sensitiveLe prospettive per il futuroLa “mappa della coesistenza”L’analisi ha incrociato i principali asset – circa 10mila centrali, oltre 200mila armadi e milioni di elementi di rete – con i sistemi di tutela della biodiversità, come i siti Natura 2000. Ne è emersa una “mappa della coesistenza” che evidenzia come la rete di telecomunicazioni di FiberCop sia prevalentemente in contesti urbanizzati, ma spesso in prossimità di aree ad alto valore naturalistico. D’altra parte, capire dove passa la rete significa anche comprendere come si inserisce nel territorio, negli equilibri naturali e nelle dinamiche che coinvolgono flora, fauna ed ecosistemi.Uno studio del genere consente quindi di migliorare la pianificazione e la gestione dell’infrastruttura, riducendo gli impatti su suolo, flora e fauna e rafforzando al tempo stesso la resilienza della rete rispetto ai rischi ambientali. In un Paese come l’Italia, dove la biodiversità rappresenta un patrimonio diffuso e identitario, questo elemento assume un significato particolare: richiama infatti la necessità di una gestione sempre più attenta, capace di tenere insieme infrastrutture essenziali per lo sviluppo digitale e tutela degli ecosistemi.L’approccio metodologicoL’attività è stata sviluppata mediante strumenti Gis (Geographic Information System), utilizzando il software QGis. Più nello specifico, l’analisi ha integrato i dati infrastrutturali FiberCop con un insieme di dataset ambientali ufficiali e omogenei.Tra i principali layer ambientali utilizzati figurano la già citata Rete Natura 2000 e l’Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette (Euap), che costituiscono i principali strumenti di tutela della biodiversità in Italia. A questi sono stati affiancati ulteriori elementi territoriali rilevanti dal punto di vista ecologico, quali coperture forestali, corsi d’acqua e corpi idrici superficiali, nonché aree montane oltre i 1.600 metri di quota.I diversi dataset sono stati armonizzati e integrati in una carta sintetica di sensibilità ambientale. Nell’ambito dell’analisi, alle aree protette è stata inoltre associata una fascia di rispetto di 3 km (buffer), utilizzata per considerare anche le possibili interferenze indirette nelle zone limitrofe.Mitigare l’impatto delle infrastrutture FiberCop sulla biodiversitàRispetto ad altri settori infrastrutturali, le telecomunicazioni presentano impatti generalmente contenuti sulla biodiversità, ma l’analisi conferma che anche in questo ambito è fondamentale un approccio evoluto, soprattutto nei contesti più delicati. L’assessment rappresenta, in questo senso, un punto di partenza per sviluppare azioni sempre più mirate di tutela e per rafforzare la collaborazione con istituzioni e territori.L’analisi degli impatti e delle dipendenze ecosistemiche ha consentito di individuare i principali rischi e opportunità natura-correlati potenzialmente rilevanti per FiberCop. In particolare, l’assessment evidenzia come le interazioni tra infrastrutture di rete, ecosistemi e contesto territoriale possano influenzare la continuità operativa, i processi autorizzativi, i costi di gestione e il posizionamento strategico dell’azienda.I rischi associati allo sviluppo infrastrutturaleI rischi identificati possono essere distinti in rischi fisici e rischi di transizione. I rischi fisici derivano dal degrado degli ecosistemi e dalla perdita dei servizi ecosistemici di regolazione, che contribuiscono alla stabilità idrogeologica, alla regolazione del deflusso idrico e alla mitigazione degli eventi estremi. La riduzione di tali funzioni ecosistemiche può aumentare l’esposizione delle infrastrutture a fenomeni quali alluvioni, frane, erosione, tempeste di vento e ma reggiate, con possibili effetti sulla continuità del servizio, sull’integrità degli asset e sui costi di manutenzione e ripristino della rete. In aree caratterizzate da elevata concentrazione infrastrutturale possono essere presenti condizioni di sensibilità geomorfologica e idrologica che costituiscono, in termini generali, fattori di rischio fisico rispetto alla possibile esposizione agli eventi naturali estremi.I rischi di transizione risultano invece connessi all’evoluzione del quadro normativo, italiano ed europeo, delle politiche ambientali e delle aspettative degli stakeholder in materia di biodiversità e tutela degli ecosistemi. In particolare, la presenza di infrastrutture all’interno o in prossimità di aree protette e contesti ad elevata naturalità può comportare iter autorizzativi più complessi, maggiori vin coli operativi e possibili incrementi dei costi associati agli interventi di sviluppo e manutenzione della rete. A tali aspetti si affiancano potenziali rischi reputazionali e finanziari, legati alla crescente attenzione di investitori verso i temi Esg e nature-related.Le opportunità che derivano da un approccio biodiversity-sensitiveParallelamente, l’analisi evidenzia anche diverse opportunità associate a una gestione più approfondita delle tematiche di biodiversità. “L’integrazione di criteri di biodiversità nella pianificazione, progettazione e manutenzione delle infrastrutture può contribuire a ridurre gli impatti sugli ecosistemi, migliorare la resilienza operativa della rete e facilitare i processi autorizzativi nei contesti più sensibili”, spiega lo studio.Inoltre, l’adozione di tali approcci biodiversity-sensitive può rafforzare il posizionamento Esg dell’azienda. In un contesto caratterizzato da una crescente attenzione degli investitori e dei mercati finanziari verso i rischi e le performance nature-related, una gestione più strutturata degli impatti sulla biodiversità può contribuire a migliorare l’attrattività di FiberCop, ampliando le opportunità di accesso a strumenti di investimento coerenti con gli obiettivi della transizione eco logica. In tale prospettiva, le aree individuate come maggiormente sensibili possono rap presentare non solo contesti di potenziale criticità, ma anche ambiti prioritari per sperimentare soluzioni progettuali innovative maggiormente orientate alla tutela del capitale naturale.Le prospettive per il futuroGuardando al medio termine, lo studio evidenzia l’importanza del rafforzamento delle attività di prevenzione e mitigazione degli impatti, mediante la definizione di linee guida operative che integrino sistematicamente considerazioni sulla biodiversità nelle attività di manutenzione, sviluppo e dismissione delle infrastrutture FiberCop.Le misure individuate includono, per esempio, la pianificazione delle attività nei periodi ecologicamente meno sensibili, l’applicazione della gerarchia di mitigazione, il contenimento del disturbo acustico, la gestione sostenibile della vegetazione, l’utilizzo di tecnologie a minore impatto come le soluzioni No-Dig/Toc e l’attenzione alla tutela di ecosistemi terrestri e marini durante le attività operative.L’assessment rappresenta anche un punto di partenza per l’eventuale sviluppo di iniziative e progettualità nature-positive, orientate non solo alla riduzione degli impatti, ma anche alla generazione di effetti positivi sul territorio e sugli ecosistemi. In particolare, le aree identificate come maggiormente sensibili o caratterizzate da più elevata concentrazione infrastrutturale potranno costituire ambiti prioritari per l’attivazione di progetti locali di mitigazione e rigenerazione ambientale, da sviluppare in coerenza con la strategia di sostenibilità aziendale.






