Scrittori e intellettuali si dividono. C’è chi si schiera con Erri De Luca, «estromesso dall’apertura» del festival Salerno Letteratura, per aver sdoganato giorni fa il «sionismo» e rifiutato l’accostamento tra «genocidio e la guerra di Gaza». E chi invece assolve la direzione artistica della kermesse, perché ha fatto «una scelta logica, la presenza di De Luca avrebbe creato difficoltà». Ma il festival non si presta al tiro al bersaglio che ne mette «in discussione la sopravvivenza».

E il caso diventa politico. Il gruppo Fratelli d’Italia, capeggiato da Gennaro Sangiuliano, l’ex ministro della Cultura, interroga il presidente Roberto Fico: «Quale iniziativa politico-istituzionale la Regione intende assumere per garantire che la Campania sia sempre e comunque terra di libertà, di pace». Sangiuliano va all’attacco: «Decisione sovietica estromettere uno scrittore: la Regione era stata informata dagli organizzatori?». Palazzo Santa Lucia è tra i finanziatori del festival.

Intanto salgono a quattro gli autori in programma per questa edizione, dal 13 al 20 giugno, che dopo l’affaire De Luca hanno deciso di non partecipare al festival: il primo Roberto Cotroneo, poi nelle ultime ore hanno dato forfait Paolo Flores d’Arcais, Marco Lodoli e Stefano Bartezzaghi. In totale sono 185 in calendario: se ne aggiungeranno altri?