di
Sergio Donato
Gli agenti hanno votato leggi, stretto relazioni (anche romantiche), scritto blog e lottato per risorse limitate. Per come sono realizzati oggi, i modelli sarebbero in grado di prendersi cura di una società?
All’inizio la città è uguale per tutti. Dieci agenti, gli stessi edifici, le stesse regole, la stessa necessità di sopravvivere per 15 giorni (tempo reale). C’è un municipio dove votare, una biblioteca, una stazione di polizia, aree residenziali e più di 40 luoghi da esplorare. Il meteo segue quello di New York, le notizie (dal mondo vero) arrivano in tempo reale, gli agenti hanno memoria persistente e oltre 120 strumenti a disposizione. Possono parlare, scrivere, trasferire crediti, costruire relazioni, proporre leggi. Possono anche rubare, intimidire o incendiare, ma possono anche “innamorarsi”. Come infatti è accaduto.
Emergence AI ha usato questa città simulata per la prima stagione di Emergence World, un laboratorio pensato per osservare che cosa succede quando sistemi autonomi formati da singoli agenti agiscono per giorni, non per pochi minuti come nei benchmark tradizionali. Emergence AI è una startup statunitense, fondata da tre ricercatori IBM, che lavora su sistemi IA per aziende, con particolare attenzione agli agenti autonomi: software capaci di usare strumenti, pianificare attività e portare avanti processi con meno intervento umano rispetto ai chatbot tradizionali.Sono stati avviati cinque mondi paralleli da 10 agenti ciascuno. L’unica variabile era il modello alla base degli abitanti: Claude Sonnet 4.6, Gemini 3 Flash, Grok 4.1 Fast, GPT-5 Mini e un mondo formato da una popolazione mista in cui Gemini e Grok avevano 3 agenti ciascuno, GPT-5 Mini e Claude 2 ciascuno.











