TIVAT - La voglia di Ue del Montenegro è stata evidente fin dall'organizzazione del vertice di Tivat, perla del turismo balneare: la città e i suoi dintorni sono stati blindati per un'intera giornata. Decine e decine di turisti sono rimasti bloccati, nelle proprie auto, nel cuore delle Bocche di Cattaro. Il governo di Podgorica, infatti, in virtù della massima sicurezza, ha optato per la soluzione più drastica: chiudere totalmente ogni accesso di ingresso alla sede del vertice Ue-Balcani che si apre venerdì mattina, e che è stato anticipato dalla cena informale dei leader. Un summit che, a queste latitudini, considerano decisivo per dare l'ultima accelerata all'ingresso del Montenegro nell'Unione. Con un anno scolpito nella pietra, il 2028. Il Paese ospitante, guidato dal presidente Jakov Milatovic, dopo decenni segnati dal potere di Milo Djukanovic, tra i candidati è in pole nei Balcani Occidentali, seguito di poco dall'Albania. Ma al vertice di Tivat - al quale venerdì mattina si unirà Giorgia Meloni - non si parlerà certo solo di Balcani.

L'arrivo di Peter Magyar alla guida dell'Ungheria ha ridato vigore al dossier Allargamento. Per i Balcani certo, ma soprattutto per l'Ucraina e la Moldavia, veri e propri convitati di pietra in Montenegro. Entrambi si preparano all'apertura del primo capitolo negoziale già nel mese di giugno. La presidenza di turno dell'Ue, detenuta da Cipro, ha dato via libera all'iter che, a cavallo del summit dei 27 del 18 e 19 giugno, dovrebbe certificare l'apertura del cosiddetto 'cluster 1'. Lo ha fatto, non a caso, dopo che Magyar da Parigi ha annunciato l'intesa con Volodymyr Zelensky per la tutela della minoranza ungherese in Ucraina. "Avremo un calendario molto chiaro delle opportunità per andare avanti nei negoziati, specialmente dopo i cambiamenti in Ungheria. Noi abbiamo rispettato le scadenze", ha sottolineato il leader di Kiev.