di
Paolo Valentino
Da forum economico, il vertice annuale di San Pietroburgo è diventato, dopo l'invasione russa dell'Ucraina, una sorta di parata «anti-woke». Tra gli ospiti fissi, dal 2000, anche l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder
C’era una volta la Davos di Vladimir Putin. In concomitanza con le notti bianche cantate da Dostoevskij, il Forum economico di San Pietroburgo, sua città natale e luogo dell’anima, apriva ogni anno le sue porte a politici, esperti e soprattutto imprenditori venuti da Occidente e pronti a investire miliardi di dollari nella Federazione russa, firmare lucrosi contratti energetici, assicurarsi forniture strategiche a basso prezzo.
Ricordo quando andai nel 2015 seguendo l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale si portò dietro il gotha dell’industria pubblica e privata italiana. Ancora più numerose erano le delegazioni che di regola accompagnavano la cancelliera tedesca Angela Merkel.











