L’audizione davanti alla Commissione della Camera, propedeutica al via libera ministeriale per la nomina a presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Centrale è terminata attorno alle 20,45 di mercoledì. Tra i primi a chiamare Mirco Carloni, ormai da considerare neo presidente a tutti gli effetti, per congratularsi con lui è stato Daniele Silvetti, sindaco di Ancona: "Mi ha detto che gli ha fatto molto piacere la mia telefonata e la cosa è reciproca. Ci siamo sentiti verso le 21. Adesso, finalmente, il nuovo corso dell’Authority può partire e io sono molto fiducioso" afferma Silvetti che preferisce non rivangare il passato e i pessimi rapporti con l’attuale Commissario straordinario, Vincenzo Garofalo, optando per guardare avanti. In realtà una stoccatina a Garofalo – che in queste settimane sta ricevendo, al contrario, attestati di stima sia dall’interno dell’Adsp che dalle categorie portuali -. Ho ascoltato tutta la relazione di Carloni alla Camera (la stessa che in mattinata mercoledì aveva ripetuto davanti alla Commissione del Senato, ndr.) e poi le sue dichiarazioni in risposta ai parlamentari e mi è davvero piaciuto quando ha detto che gli interventi al porto di Ancona oltre che a parlarne bisogna anche metterli a terra. Mi sembra un buon viatico. Sono molto contento del suo percorso, conosco bene Mirco (Carloni, ndr.), con lui ho condiviso anche una legislatura in consiglio regionale, e quindi non vedo l’ora di cominciare a lavorare con lui. Il suo intervento davanti alle commissioni è stato estremamente esaustivo, soprattutto nei contenuti, lui ha le idee molto chiare. Una sua apertura sul Molo Clementino? In realtà lui ha detto che l’Adsp è a disposizione del Ministero per tutti i chiarimenti necessari. Mi sono fatto mandare la sua relazione e io questo ci ho letto" dice Silvetti che poi analizza altri passaggi: "Carloni ha messo come priorità quella di risolvere subito la questione del terminal delle crociere alla banchina 15 per eliminare quell’obbrobrio, oltre ai dragaggi e all’ex Tubimar. Sui traghetti da spostare dal Porto Antico alle banchine 19-21 bisogna chiarire bene la situazione. La volontà di tutti è quella di spostare subito almeno due navi lontano dalla città e non soltanto quelle extra Schengen. Certo, prima bisognerà realizzare i pontoni e l’onere in questo caso spetta ai concessionari. Carloni arriva in corsa, ci sono tanti temi sul tavolo e lui sa bene da dove ripartire".