Passaggi di testimone in porto, ma per quello più atteso, l’avvicendamento alla presidenza dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Centrale quasi certamente bisognerà attendere l’autunno. Il futuro presidente, Mirco Carloni, si insedierà con ogni probabilità tra settembre e ottobre e non è detto che fino a quella data non sia lo stesso Vincenzo Garofalo, ex presidente e attuale Commissario Straordinario, a traghettare l’Authority fino ad allora. Quello che sembrava un addio ormai certo, accolto con sollievo dal sindaco di Ancona Silvetti con cui i rapporti si sono piuttosto raffreddati nell’ultimo anno, potrebbe slittare di tre mesi. I governatori delle due Regioni starebbero riflettendo sulla proroga commissariale e le soluzioni in campo al momento sarebbero due: riconfermare Garofalo, che non avrebbe bisogno di alcun rodaggio visto che conosce i 7 porti dell’Adsp, Ancona in particolare, oppure affidarsi a una figura nuova, ovviamente tecnica.
E qui entra in gioco il passaggio di testimone sicuro in quanto da calendario. Il 4 luglio prossimo, infatti, scade il mandato dell’Ammiraglio Vincenzo Vitale alla guida della Capitaneria di porto di Ancona e al suo posto è già stato nominato l’Ammiraglio Massimo Seno che assumerà le redini dopo una settimana di ‘affiancamento’. Seno nel 2024 è stato nominato Commissario Straordinario dell’Adsp di Genova e quindi ha esperienza sulla materia. Al momento questa soluzione appare più defilata rispetto alla riconferma a tempo di Garofalo, ma molto dipenderà dalle scelte politico-istituzionali che porteranno alla nomina ufficiale entro la fine della prossima settimana. La cosa ormai quasi certa è l’attesa del nuovo presidente Carloni (Lega), nonostante il via libera dalle commissioni di Camera e Senato, l’accordo tra i presidenti di Marche e Abruzzo e il benestare del Ministro Salvini. Di mezzo c’è una serie di questioni legate al suo ruolo di parlamentare della legislatura in corso, compreso il ruolo di Presidente della commissione Agricoltura. Da qui a ottobre sono tanti i dossier legati allo scalo dorico aperti sul tavolo dell’AP, dall’ex Tubimar ai dragaggi e al Molo Clementino.








