ASOLO - Un’altra rapina in villa nella Marca. Mercoledì notte una banda di malviventi ha fatto irruzione nella villa dei fratelli Paola e Guido Furlanetto, insegnanti in pensione di 66 e 70 anni, in via Castellana ad Asolo. Tre uomini, a volto coperto e armati di coltelli e pistola, hanno minacciato fratello e sorella costringendoli ad indicare dove si trovassero preziosi e denaro. Poi li hanno chiusi in una stanza. Le vittime, terrorizzate, hanno atteso che la banda si allontanasse con la refurtiva, prima di uscire dalla stanza e cercare aiuto. Non appena si sono resi conto di essere rimasti soli, i due fratelli hanno lanciato l’allarme allertando il vicino di casa.Immediato l’arrivo delle pattuglie dei carabinieri di Castelfranco, che hanno subito raccolto le loro testimonianze e ora indagano sul caso. Le vittime hanno fornito un sommario identikit dei banditi, aggiungendo un dettaglio: «Parlavano in dialetto».
La banda Il commando, composto da tre persone, anche se non si esclude che un quarto fosse rimasto fuori ad attenderli in auto, è entrato in azione alle 22.30 di mercoledì. Il cancello della villetta di via Castellana era, come sempre, spalancato, e per questo i banditi hanno avuto gioco facile nell’avvicinarsi ad una delle finestre sul retro dell’abitazione e a forzare un infisso per entrare. Non appena entrati, si sono subito scagliati contro Paola e Guido Furlanetto. Fratello e sorella sono stati minacciati con coltelli e una pistola. Esprimendosi in dialetto veneto, anche se non si esclude che l’inflessione fosse utilizzata proprio per dissimulare una provenienza diversa, i malviventi hanno intimato ai due di radunare in fretta soldi e preziosi. Paola e Guido non hanno potuto far altro che assecondare i banditi e racimolare quanto di valore: 900 euro in contanti oltre agli ori e a degli oggetti in argento. Di certo un bottino non proporzionato, se così si può dire, ai metodi violenti utilizzati dal commando.Le indagini Prima di fuggire, i banditi hanno preso fratello e sorella e li hanno chiusi in una stanza, forse non accorgendosi che c’era pure un’uscita secondaria. Paola e Guido non si sono mossi per qualche minuto ma, resisi conto che ormai il pericolo era scampato, sono usciti dalla villetta e sono corsi a chiamare aiuto. Entrambi sono stati sentiti più volte nella giornata di ieri dai militari, che hanno raccolto tutti i dettagli utili per avviare le indagini sulla vicenda.Lo scorso aprile, non lontano da qui, a San Zenone degli Ezzelini, nel mirino dei banditi c’era finito l’imprenditore Fabio Gallina, 61 anni, fondatore assieme al fratello Paolo dell'azienda dolciaria Forno d'Asolo. Anche in quel caso i rapinatori erano tre: avevano aspettato che l’imprenditore rientrasse da una passeggiata col cane e gli avevano teso un agguato davanti all’ingresso della sua villa. Era stato preso a pugni e poi legato con delle fascette da elettricista. Minacciato, era stato costretto ad indicare dove si trovava la cassaforte da cui avevano asportato 20mila euro in contanti e una pistola. Prima di andarsene, per non lasciare tracce, avevano svuotato un estintore nelle stanze dov’erano entrati.Ma nell’ultimo mese ci sono stati altri due assalti in casa, sempre nella Marca, a Selvana e, l’ultima, a Mogliano Veneto. Difficile dire se si tratti della stessa banda, ma più di un indizio farebbero pensare a un unico commando. A partire proprio dal fatto che nella maggior parte dei casi le vittime si esprimevano in italiano. Solo a Selvana, dove uno dei malviventi era stato preso a morsi dalla figlia dei proprietari di casa, si propende per una banda dell’Est Europa. Ora toccherà ai carabinieri stringere il cerchio e cercare di risalire ai banditi entrati in azione mercoledì notte, sperando che, durante la fuga, abbiano commesso qualche passo falso.






