La premier in Montenegro per il summit dei leader europei e dei Paesi candidati: l'agenda, la linea italiana e il ruolo di Roma

Blindata come raramente accade da queste parti. Elicotteri che sorvolano la baia, strade presidiate, controlli zelanti e un continuo via vai di delegazioni. Tivat, la perla delle Bocche di Cattaro, accoglie il vertice Ue-Balcani occidentali. La cittadina montenegrina, affacciata su una delle insenature più suggestive dell'Adriatico, oggi nota soprattutto per Porto Montenegro e per i suoi super yacht, vuole mostrarsi al meglio davanti ai leader europei. L'ambizione è evidente: diventare il simbolo di un Montenegro pronto a entrare nell'Ue e, più in generale, la vetrina delle aspirazioni europee dell'intera regione balcanica. Un obiettivo che però si accompagna a qualche inevitabile grattacapo. L'arrivo simultaneo di capi di governo, funzionari e centinaia di giornalisti ha messo a dura prova la capacità organizzativa della località, trasformando la vigilia del summit in una kafkiana operazione logistica: zero taxi disponibili, trasferimenti su strada limitati e collegamenti affidati soprattutto alle imbarcazioni che attraversano la baia tra l'aeroporto e il centro cittadino.