HomeLuccaCronacaGatti abbandonati, manca il rifugio “Dal Comune promesse evaporate“La denuncia è di due associazioni animaliste: “Il gattile non c’è e nemmeno i fondi per sterilizzazioni e cure“Le due associazioni che ci scrivono, Araba Felice odv con il presidente Sabrina Gremoletti, e Gli a-mici Invisibili odv, guidata da Mirella Magnelli, entrambe in prima linea nella cura degli animaliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciManca un gattile, i fondi per le sterilizzazioni laddove cure e stalli sono insufficienti. Il grido d’allarme arriva da due associazioni che sono tutti i giorni sul campo, a tu per tu con il problema del randagismo: ’Araba Felice odv presieduta da Sabrina Gremoletti e gli Gli a-mici Invisibili odv presieduta da Mirella Magnelli. “A Lucca gli animali d’affezione, nella fattispecie gatti, sembrano essere cittadini di
serie B, o almeno così vengono trattati dall’attuale Amministrazione Comunale – denunciano le due associazioni – . Dietro le quinte di una città turistica e curata, si consuma ogni giorno il dramma silenzioso del randagismo felino e delle colonie abbandonate a se stesse, o meglio, abbandonate sulle spalle dei volontari“.
“La realtà dei fatti – spiegano le associazioni – descrive una situazione inaccettabile: Lucca non ha un gattile sanitario né una struttura di accoglienza adeguata per i felini in difficoltà, ma semplicemente una “colonia/rifugio” dove l’Amministrazione ha speso oltre 120mila euro di soldi dei contribuenti per rispondere (il giorno dopo “l’inaugurazione”) alla richiesta di uno stallo per gatto recuperato in strada “ci spiace, ma siamo al completo”“. Risposta che non trova riscontro nello stato dell’arte secondo le associazioni.“Al completo? Cosa avete fatto ?Non vi è una recinzione adeguata, non vi sono stanze dove ricoverare gatti con malattie contagiose, non vi sono volontari e/o personale preparato e competente per affrontare urgenze, non vi è un’incubatrice. Quando un cittadino segnala situazioni di difficoltà, gatti feriti o cucciolate abbandonate, il “gattile”, ops, il canile (perché non esiste un numero specifico per i gatti in difficoltà), veicola la telefonata a noi. Il peso economico, logistico ed emotivo del recupero, cade interamente sulle spalle delle piccole associazioni come le nostre. Cure, cibo, stallo e sopratutto le sterilizzazioni, unico vero strumento per contrastare il randagismo, vengono pagate dalle tasche dei cittadini e dei volontari che scelgono di non girarsi dall’altra parte“. Quando si tratta di gatti tutto diventa evanescente secondo le associazioni che snocciolano le leggi in materia.







