Di: Muriel Mérat, Myriam Semaani (RTS), articolo originale - sf, adattamento in italianoIn Svizzera stanno prendendo piede applicazioni per il controllo dei parcheggi privati. Questi servizi si finanziano con gli importi addebitati agli automobilisti che sostano senza autorizzazione.Ne ha fatto le spese un ascoltatore della RTS. Una domenica sera ha parcheggiato nel posteggio, deserto, di un negozio definitivamente chiuso. Al ritorno ha trovato sul parabrezza un foglio con un codice QR. Il link rimandava a un’applicazione che chiedeva il pagamento di 80 franchi entro 14 giorni per “compensare il disagio arrecato”.“Queste applicazioni sono legali”, spiega Maëlle Roulet, avvocata e membro della rete Avocats de la route. “Spesso si fa confusione tra multa e indennità d’inconvenienza. In questo caso non si tratta di una multa, ma di un’indennità che il proprietario, tramite un’app e una società terza incaricata, chiede per il disturbo causato dall’uso illecito del suo posteggio privato”.On en parle (RTS, 26.05.2026)La maggior parte delle società che gestiscono queste applicazioni garantisce inoltre l’anonimato ai clienti. Il servizio è gratuito per i proprietari, poiché le aziende si finanziano con le somme fatturate. In alcuni casi, una parte degli importi viene riversata ai titolari dei posti auto: un “guadagno” perfettamente legale.Un importo elevato per remunerare la società di sorveglianzaL’importo richiesto, 80 franchi, è giustificato? “In linea di principio, un’indennità compresa tra 40 e 60 franchi è ammissibile. Tuttavia, se ci sono spese per l’invio di solleciti di fatture o per l’applicazione, ad esempio per la sua manutenzione, queste potrebbero essere a carico della persona che ha occupato illecitamente il posteggio privato. Resta comunque necessario conoscere il dettaglio dell’importo” spiega l’avvocata, che consiglia all’ascoltatore di chiedere proprio il dettaglio dell’indennità. “Se non dovesse ricevere risposta, ciò potrebbe aprire la strada a una contestazione dell’importo. Probabilmente potrebbe ottenere una riduzione”.La risposta a una lacuna delle autoritàLa RTS ha contattato lo sviluppatore dell’unica applicazione romanda attiva nel settore dei posteggi privati. La sua clientela è composta da privati e da piccole imprese come ristoranti, studi medici e alberghi. Per questi utenti, l’occupazione abusiva dei posti auto è percepita come “un problema diffuso contro il quale la polizia non interviene”.“In passato si poteva investire nell’installazione di una barriera, oppure richiedere un divieto giudiziale per permettere alla polizia di multare su suolo privato. Ma si tratta di soluzioni costose e complesse da attuare per i piccoli proprietari” osserva Roulet.Una raccolta di dati personaliQueste applicazioni funzionano grazie ai dati raccolti: targhe, riprese di videosorveglianza, fotografie, spesso acquisite senza che il proprietario del veicolo ne sia a conoscenza. Cosa dice la legge in proposito? “I proprietari dei posteggi possono invocare un interesse alla tutela della loro proprietà, che può prevalere rispetto alla lesione della personalità derivante dalla raccolta di questi dati personali” risponde Roulet. È quindi difficile appellarsi alla raccolta dei dati per contestare la fattura.
Delle app fanno pagare la sosta nei posteggi privati - RSI
App per parcheggi privati in Svizzera: come funzionano, quanto costano e se sono legali. Scopri cosa fare se ricevi una richiesta di pagamento.









