C"è un equivoco che accompagna la transizione Esg europea: pensare che la partita si giochi soprattutto nei report, nelle metriche e nelle tassonomie.
In realtà, prima ancora dei questionari e dei rating, esiste un nodo più profondo: il rapporto tra impresa e potere.
Ed è lì che le connessioni politiche tornano decisive, proprio mentre Bruxelles alleggerisce la macchina della sostenibilità e gli Stati riscoprono golden power, politica industriale e intervento pubblico.
Come recita l"antico adagio “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”!In questa prospettiva si colloca Governance under Influence: The Role of Political Connections in the Esg Transition, pubblicato da Palgrave Macmillan che sarà presentato da Lorenzo Ornaghi, Angelo Panebianco, Nicola Rossi e Maurizio Dallocchio martedì 31 marzo scorso in Università Cattolica, a Milano.Le connessioni politiche non sono una deviazione marginale del capitalismo europeo, ma una sua costante strutturale.
Il volume analizza quattro grandi economie - Italia, Francia, Germania e Regno Unito - per misurare nel tempo gli effetti di queste relazioni sul comportamento delle imprese.






