Esce sorridente. «Ahò, mi avete già fatto comprare venti giocatori in pochi giorni...». De Laurentiis ha tenuto coperte le operazioni che ha in mente per l’estate. Tutte. Ha solo lasciato intendere che ad Allegri ha chiesto di valutare la rosa sterminata che ha a disposizione, considerando che tra Hojlund e Alisson ha già versato 60 milioni di euro per il riscatto dei due. Ha una tale abbondanza di esterni che certo qualcuno deve andar via. Non nasconde la voglia di scovare altri Kvaratkhelia in giro per il mondo, anche se è consapevole solo con Vergara potrebbe ottenere, già questa estate, una consistente plusvalenza. Perché Manna ha fissato il prezzo per gli eventuali pretendenti del talento esploso a gennaio: 30 milioni di euro.
Al momento, tutto va avanti sotto traccia. Ha ragione De Laurentiis: non si sa bene dove si annidano i bluff e dove le verità, in questa fase assai dialettica del calciomercato azzurro, quella in cui si parla molto e si conclude ben poco. Per prima cosa, perché non c’è fretta. Ma una cosa appare scontata: Mario Gila farebbe carte false per venire al Napoli. Già, per prima cosa il rischio della Lazio è quella di un mercato “saldo zero” quindi Lotito sarà costretto a sistemare i conti cedendo lo spagnolo. Manna c’è, ha persino un’intesa di massima con il centrale catalano ma non ancora con la Lazio che chiede circa 27 milioni di euro. In realtà, prima dell’affondo, De Laurentiis vorrebbe che Allegri si rendesse conto delle potenzialità di Rafa Marin e Marianucci, che pure tornano dai rispettivi prestiti. Beukema, Buongiorno e Rrhamani e poi la coppia-baby intrigano il patron azzurro. Ma ora sono troppi, insomma. Per questo prima di far decollare la pista Gila va tagliato qualcuno: Jesus non rinnova e va via a parametro zero. E quindi non va escluso che Manna davvero possa pensare a un altro difensore.IL TERZINO Khalaili, Dodo e Valincic in questo ordine sono in fila per il posto da vice Di Lorenzo. Il prediletto è l’israeliano che gioca nell’Union Saint Gilloise ma il club belga chiede una cifra rossa: 25 milioni. Considerando che è destinato a un ruolo di comprimario, la richiesta per ora è considerata altissima. Con Dodo della Fiorentina c’è un discorso aperto con Paratici con cui è aperta anche la pista Lucca: l’attaccante torna dal Nottingham e attende il verdetto di Allegri. Se dirà che deve andare via, la pista viola non va esclusa.I NODI De Laurentiis non intende ribaltare la rosa: è convinto di avere un gruppo forte, da integrare. È certo, come lo è anche Allegri, che in questo gruppo ci siano calciatori da salvare e da riproporre ad alti livelli. Quindi anche Lang verrà valutato se merita (o no) un’altra possibilità. De Laurentiis è convinto che con Max in panchina e tre-quattro ritocchini, il Napoli possa essere competitivo anche (ma forse, soprattutto) in Champions. Il mercato del Napoli, come al solito, non è quello delle disponibilità illimitate. Ma difficilmente ci saranno solo le operazioni annunciate, ovvero la ricerca di un vice Di Lorenzo e basta. La realtà è che i nodi da risolvere sono tre. E non di poco conto: Lukaku, De Bruyne e Anguissa. I tre assieme pesano sul monte ingaggio. De Bruyne ha un fisso lordo di 11,4 milioni di euro (oltre un bonus da 2,7 milioni), Lukaku di 7,6 milioni e Anguissa di 3,6. Insomma, il destino dei tre può davvero incidere sulle operazioni di mercato.Lukaku ha avuto dei sondaggi con il Fenerbahce, Kevin è corteggiato dai club della Mls e il camerunense è da sempre inseguito dalle sirene arabe. Di sicuro, Manna sa che non può prendere parte ad aste: sì, Vlahovic piace a lui e anche a Max, ma a quelle cifre impossibile da accontentare. In particolare per l’assegno che pretende alla firma: 20 milioni di euro. Soldi che solo in Premier possono consentirsi. Ma per Vlahovic, tutti ci penseranno bene prima di farlo. Anche Rabiot è un pupillo di Allegri, ma anche in questo caso prima il Napoli vende e poi magari pensa dove intervenire. Con l’Udinese al momento sembra in stand by l’operazione per Atta: lo vogliono tutti, ormai, il talentuoso centrocampista. Ma tutto dipende da chi va via. Come Milinkovic-Savic: prima di pensare all’affondo con il Psv su Kovar, va trovata una sistemazione per l’ex Torino. Non semplice.












