Mancano almeno dieci magistrati nella sezione gip del Tribunale di Napoli, uno dei punti chiave per il funzionamento della giustizia nel distretto napoletano, ufficio strategico per il contrasto alle varie forme di illegalità sul territorio. Un dato che sta alla base di un altro aspetto che, tradotto in termini numerici, basta da solo a sollevare l’attenzione sugli organici dei magistrati all’ombra delle torri del Centro direzionale. Stando ai dati scorporati, ci sono circa 1300 richieste di misura cautelare a carico di altrettanti indagati in attesa di valutazione: richieste che vanno ricondotte a indagini in campi differenti del crimine sul territorio. Per essere più analitici, parliamo di 1300 richieste di misure cautelari, che vanno dagli arresti in cella agli arresti ai domiciliari, ma che possono riguardare anche istanze di obblighi di dimora o di firma, divieti o interdizioni di vario tipo (anche a svolgere l’esercizio della propria professione). Un intero mondo che riguarda potenzialmente decine di inchieste (dal momento che ogni fascicolo può culminare anche nella valutazione di decine o centinaia di nomi), al termine del lavoro investigativo condotto dalla Procura di Napoli.